Mezzogoro, giovani romeni sfruttati per elemosina in strada. Processo a Ravenna

imagesReclutati in Romania, alle volte anche negli orfanotrofi, perlopiù tra i ragazzi con maggiori problemi, economici o psichici. E poi attirati in Italia con il miraggio di un lavoro ma infine costretti all’accattonaggio travestiti da mimi o con pesanti costumi di animali-peluche da tenere anche in piena estate.

E’ l’accusa contestata a quattro romeni (due donne di 34 e 25 anni e due uomini di 33 e 36 anni) nel processo per associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani e alla riduzione in schiavitù che si è aperto in mattinata davanti alle Corte d’Assise di Ravenna.

Tre le abitazioni nelle quali venivano smistati: a San Pancrazio e a Russi, nel Ravennate e a Mezzogoro, nel Ferrarese.

Secondo le indagini dei carabinieri sarebbero stati in totale una trentina i ragazzi sfruttati per l’elemosina in strada.

L’inchiesta era scattata quando il 24 febbraio di tre anni fa da Milano un romeno aveva riferito di una fuga di un suo conoscente da una sorta di casa-prigione nel Ravennate. La prima udienza si è chiusa per un rinvio interlocutorio al 9 dicembre per questioni tecniche.index2

Il ragazzo in questione aveva poi raccontato agli inquirenti di essere stato avvicinato a fine 2010 in Romania con la proposta di un lavoro in una ditta edile italiana per 800 euro al mese: il 14 gennaio successivo era partito in bus con viaggio pagato ma il giorno dopo si era ritrovato in giro per Ravenna per imparare da altri connazionali che già mendicavano.

Nell’agosto 2012 le prime misure cautelari a cui era seguito l’avviso di conclusione indagine per 11 romeni. Il fascicolo (sia per difetti di notifica che per l’estradizione in tempi successivi dalla Romania di alcuni dei sospettati) si era spezzettato. Ragione che ha spinto il presidente della Corte, il giudice Milena Zavatti, a un rinvio interlocutorio al 9 dicembre per tentare un’unificazione.

Nel frattempo le difese hanno ottenuto la liberazione dei due imputati ancora gravati da custodie cautelari che si trovano così ora vincolati al solo obbligo di dimora nei rispettivi comuni di domiciliazione, Castiglione delle Stiviere (Mantova) e Annone Veneto (Venezia). Sono difesi dagli avvocati Giampaolo Remondi di Ferrara, Carlo Benini di Ravenna, Gianluca Orlando di Torino e Francesco Uselli di Bologna

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