Il Mibac dice “no” all’ampliamento dei Diamanti – VIDEO

Il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli blocca il progetto di restauro e ampliamento degli spazi espositivi di Palazzo dei Diamanti a Ferrara – elaborato da 3TI, Labics, Elisabetta Fabbri e Vitruvio, vincitori del concorso internazionale di progettazione bandito dal Comune di Ferrara nel 2017.

Il progetto, che era stato nominato vincitore del concorso – circa un anno fa – da una giuria presieduta da Maria Luisa Pacelli, dirigente del servizio Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Ferrara, e composta, tra gli altri, da Giorgio Cozzolino, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, e dall’architetto Alfonso Femia, su cui la Soprintendenza doveva esprimersi proprio entro il 18 gennaio 2019, dopo sei mesi di silenzio ha avuto

La notizia trova oggi un ampio commento nella home page del sito Architetti.com, dove si legge “che sul progetto di Labics e degli altri membri del team ( che prevede, oltre alla riqualificazione e alla riconversione di alcuni spazi già esistenti, la costruzione di un nuovo padiglione polifunzionale nel giardino retrostante il palazzo, “una struttura leggera completamente trasparente e reversibile che si distanzia dall’edificio esistente restituendo trasparenza e la continuità della vista del giardino dalla corte principale del palazzo”) è sostenuto, oltre che dai firmatari della petizione di Labics, anche da Inarch – che “esprime sincera sorpresa nel rinvenire fra i firmatari dell’appello di condanna alcuni progettisti di rango (come Mario Bellini, Mario Botta, Pierluigi Cervellati, Paolo Portoghesi, ndr) che nel corso della loro carriera hanno firmato progetti di dialogo architettonico fra antico e contemporaneo anche più audaci”

Il presidente del CNAPPC – Consiglio nazionale architetti, paesaggisti, pianificatori e conservatori – Il  Cappochin  commenta così la notizia:  “Avremmo voluto intervenire nel dibattito culturale ed affermare, come architetti, che siamo sorpresi dalle drastiche e nette affermazioni per cui qualcosa ‘non può essere toccato’: al contrario l’intera Italia dei capolavori è il frutto di interventi successivi, stratificazioni, sovrapposizioni, insomma del divenire della storia e delle epoche sui palazzi, i territori e i luoghi. Dunque, avremmo voluto parlare di ciò. Siamo invece costretti, vista la violenza e l’estensione della polemica, ad intervenire per tutelare qualcosa di molto più specifico che viene chiamato in causa nel contenzioso tra il comune di Ferrara ed i suoi critici, cioè l’importanza del concorso alla base dell’intero percorso che ha portato all’attuale situazione“.

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