Michele Rossi un vero punto di riferimento per Ferrara United

Esempio in campo e nella vita quotidiana che lo ha visto recentemente laurearsi in ingegneria

“La pallamano – per me – rappresenta una grande passione, ma anche una parte essenziale della mia vita: fin da piccolo mi ha portato a conoscere tanti altri ragazzi ed allenatori; inoltre mi ha permesso di girare buona parte della nostra bellissima penisola e anche qualche paese europeo grazie a tornei, coppe e partite con la Nazionale”. Michele Rossi, classe 1994, è il portiere di Ferrara United, ma è anche molto di più: una sicurezza per i compagni, un grandissimo professionista, un fuoriclasse…. in porta e nella quotidianità. “Indubbiamente” – le sue parole – “il mio ruolo è di riferimento, nel bene e nel male: si può rovinare l’ottimo lavoro fatto dai propri compagni con una sciocchezza e recuperare eventuali errori fatti dagli altri nel corso di una partita. Personalmente cerco sempre di confrontarmi con tutti perchè posso anche avere un maggiore esperienza rispetto ai più piccoli ma non sicuramente da poter insegnare qualcosa di specifico. Mi piace pensare che ad ogni allenamento possiamo essere tutti d’aiuto per migliorare sempre di più, considerando anche che siamo una squadra piuttosto nuova (molti sono il primo anno che giocano insieme)”. Una passione per la pallamano nata in terza elementare: “Grazie ad Andrea Fabbri, mio primo allenatore, che veniva un paio di volte al mese – durante le ore di educazione fisica – nella mia scuola. Sono bastate poche ore in palestra per farmi innamorare di questo meraviglioso sport”. Una carriera pallamanistica, quella di Michele Rossi, di tutto prestigio: “Ho fatto le giovanili interamente a Bologna (1985 Pallamano Bologna e Bologna United), in seguito due stagioni di serie A con lo United e nel 2013, terminata la scuola, la mia prima avventura ferrarese con l’Handball Estense; dopo Ferrara sono andato a Carpi per un anno, poi a Imola sempre per un anno per poi tornare a Bologna per due anni”. La scorsa estate il suo ritorno a Ferrara, sponda United: “Questa rappresenta una nuova sfida per me”, le parole del numero uno, “che ho accettato molto volentieri perchè conoscevo molti dei miei attuali compagni di squadra e sapevo di trovare uno spogliatoio fantastico formato anche da molti giovani con cui si poteva lavorare per creare una bella squadra. Inoltre sapevo di avere come preparatore dei portieri Andrea “Furia” Ansaloni con cui già avevo giocato con l’Handball Estense e di ritrovare un grandissimo allenatore come Lucio Ribaudo, avuto sempre nella mia prima esperienza a Ferrara”. Inevitabile un pensiero sulla stagione in corso: “Il bilancio fino a questo momento, a livello personale e di squadra, ritengo sia positivo e con prospettive molto buone per il finale di campionato; la penalizzazione ci esclude dalla zona play-off ma cercheremo di fare più punti possibili fino all’ultima partita e vedremo dove saremo in classifica”. Davvero un esempio questo portierone che si è laureato ad inizio febbraio in Ingegneria Meccanica (Magistrale) a Bologna e che ha in progetto di iniziare a lavorare cercando di continuare a giocare e aiutare Ferrara United per il finale di stagione e oltre.

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