Minori e profughi, la storia di Jerreh: “Sono scappato per imparare” – VIDEO

L’altra faccia dell’immigrazione.

Storie di minorenni che attraversano l’Africa, tra mille difficoltà, per raggiungere l’Italia. E una volta arrivati nel nostro paese che fanno? Quale sarà il loro futuro? Se ne è parlato questa mattina alla Città del Ragazzo dove uno di loro ha raccontato il suo viaggio della speranza iniziato a 16 anni.

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Un aspetto dell’immigrazione che raramente viene raccontato dalla quotidianità dei fatti, costituita spesso da episodi di cronaca nera e da lacune del sistema dell’accoglienza italiano sempre in emergenza. E’ il viaggio che un immigrato minorenne deve affrontare per raggiungere l’Italia e, una volta qui, scoprire che esistono anche progetti di inserimento e tirocini, per agevolare il suo ingresso nel mondo del lavoro. Il rischio, altrimenti, sarebbe di allargare le fila dell’illegalità, a Ferrara legata soprattutto al mondo della droga.

Questo è stato il tema al centro dell’incontro alla Città del Ragazzo, che attualmente ospita una cinquantina di stranieri. Uno di questi, Jerreh Jaiteh, neo maggiorenne, ha voluto raccontare la sua storia, raccolta anche in un libro.

La storia del suo viaggio a 16 anni, dal Gambia all’Italia, per fuggire dalla dittatura e dalla povertà, andando persino contro il volere della madre. Se uno straniero poi trova anche un lavoro in Italia, non è detto che vada tutto bene. Jerreh, infatti, ha avuto un’esperienza negativa come lavapiatti nel 2015, ma adesso presta servizio civile in una comunità d’accoglienza.

L’incontro è stato un’occasione anche per rispondere alle domande dei giovani stranieri, ad esempio come mai per ottenere il permesso di soggiorno serva così tanto tempo.

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