Mirabello: “Attendiamo i risultati dei test”

Dopo Sant’Agostino anche MIrabello vuole capire che cosa è successo con il terremoto del 20 maggio.

A distanza di un mese dalla scossa delle 4 e 04 del mattino infatti a Mirabello i segni del sisma sono ancora ben evidenti soprattutto in corso Italia, la strada che taglia a metà il paese, che è anche la statale che porta a Cento, la zona più centrale di MIrabello che è anche quella più colpita.

Oggi arriva la gru che dovrà mettere in sicurezza il campanile della chiesa, rimasto in piedi, miracolosamente, nonostante sia il più alto di tutta la provincia di Ferrara. La macchina arriva da Mirandola e a eseguire le operazioni di messa in sicurezza, rimozione del crocifisso e cupola, sarà una squadra dei vigili del fuoco.

Il terremoto a Mirabello ha lasciato segni indelebili. Prima fra tutte la frattura della terra, bene evidente al campo sportivo del paese dove c’è la base di una parte del volontariato della protezione civile. Qui con i pali si sprofonda nella crepa per metri e dove il palo tocca c’è sabbia ancora bagnata, ma non siamo al mare.

Un po’ come il sindaco di Gemona, Angela Poltronieri è convinta che prima di ripartire bisogna capire che cosa è successo. In settimana infatti attende il responso degli studi tecnici effettuati nel territorio dai geologi. Carottagi avvenuti nelle zone dove si è verificata la frattura, dove sono arrivate le sabbie liquefatte ma anche là dove il terreno non sembra avere avuto segni evidenti del terremoto.

Il sindaco entra ed esce dagli immobili danneggiati dal sisma senza paura di nuove scosse. Il suo ufficio comunale si trova in una parte dell’edificio inagibile, ma lei vi accede senza problemi, così come va avanti e indietro dai capannoni delle fabbriche rimaste ancora in piedi, che se non saranno messi in sicurezza il prima possibile con un nuovo sisma potrebbero crollare.

Ma una volta che il campanile sarà messo in sicurezza e che i rilievi geologici tranquillizzeranno i residenti per Mirabello si potrà pensare ad una ripresa…

Le famigli fuori casa intanto si sono ridotte a sette e ai servizi sociali del Comune si sta cercando di  creare tutte le condizioni possibili per aprire i campi ricreativi per i bambini e ridare almeno un po’ di tranquillità di sempre.

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