Monache e malmonacate nella letteratura del Seicento: incontro in Pinacoteca

Sabato 7 maggio, alle ore 17.00, nella Sala Blu della Pinacoteca Nazionale di Ferrara, si conclude il ciclo di conferenze dedicate alla tela San Bruno in preghiera di Carlo Bononi con l’intervento dal titolo “La dolce chiostra. Monache e malmonacate nella letteratura del Seicento” a cura di Monica Farnetti, saggista e docente di Storia della letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Sassari.

“Molti ingegni femminili nel corso della storia sono fioriti all’ombra dei chiostri, giacché la monacazione ha rappresentato a lungo per le donne una concreta possibilità di accedere alla sfera intellettuale e di vivere una vita di studi.

La rinuncia alla libertà e ai piaceri del mondo è stato il prezzo che molte hanno accettato di pagare pur di perseguire l’obiettivo, ardentemente desiderato, di divenire colte e di esprimere il proprio talento.

Da Venezia a Milano, e dall’Italia alla Spagna, al Portogallo, al Messico si disegna così una mappa che accoglie i casi di grandi monache-scrittrici, che hanno lasciato un segno indelebile nelle rispettive letterature ma la cui grandezza è strettamente correlata alla loro drammatica condizione.
Sono casi che si potrebbero classificare fra quelli di monacazione forzata o della “malmonacata”, di cui la storia è gremita e che si sono imposti definitivamente all’attenzione sulla scia della manzoniana monaca di Monza.
Ed evidenziano il fatto che sempre e ovunque, nella ristretta sfera familiare come nella più ampia sfera sociale, la libertà femminile ha dovuto scontrarsi con avversari tremendi”.

Monica Farnetti, ferrarese, ha studiato a Firenze e Parigi, frequentando i seminari di Julia Kristeva per la sua tesi di dottorato. Ha lavorato come assegnista al dipartimento di italianistica dell’Università di Firenze e insegnato letteratura italiana allo Smith College, fra Firenze e Northampton (Massachusetts), e alla UCLA di Los Angeles. Attualmente è docente di letteratura italiana all’Università di Sassari.
Si è occupata di autori e problemi della letteratura italiana antica e moderna, con particolare interesse per la letteratura femminile, la teoria letteraria, la letteratura fantastica e di viaggio. Fra i suoi libri le monografie su Cristina Campo (Tufani 1996), Anna Maria Ortese (Bruno Mondadori 1998), Anna Banti e altre autrici del Novecento (Tutte signore di mio gusto, La Tartaruga 2008), Gaspara Stampa (Dolceridente, Moretti & Vitali 2017). È editrice delle lettere di Maria Savorgnan (“Se mai fui vostra”. Lettere d’amore a Pietro Bembo, ISR 2012) e delle rime di Gaspara Stampa (in Liriche del Cinquecento, Iacobelli 2014), nonché delle opere di Cristina Campo e di Anna Maria Ortese per Adelphi e di Lettera aperta di Goliarda Sapienza per Einaudi. È socia dall’origine della Società Italiana delle Letterate.

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