Monsignor Andrea Turazzi saluta Ferrara – INTERVISTA ESCLUSIVA

turazzi

Atteso nella Diocesi di San Marino Montefeltro, dove entrerà per insediarsi nella Sua nuova carica di Vescovo, Mons. Andrea Turazzi saluta Ferrara nell’intervista rilasciata a Telestense .

Noi l’abbiamo incontrato nel Monastero di Sant’Antonio in Polesine dove sta vivendo in grande tranquillità questa vigilia della sua partenza per la nuova Diocesi e le nuove responsabilità che lo attendono.

Ci incontriamo nel grande atrio del monastero di Sant’Antonio in Polesine, fondato secondo la tradizione dalla Beata Beatrice d’Este: un monastero bellissimo, che sprigiona un’intensa atmosfera di spiritualità .Nonostante la luce metallica della giornata di pioggia, l’atrio luminoso , le vetrate i souvenir del monastero, i dipinti dell’atrio conquistano anche lo sguardo.

Mons. Turazzi dice di vivere questi giorni nella massima serenità, ha visitato a fine dicembre la nuova diocesi, entrerà il 2 marzo prossimo nella cattedrale di Pennabilli nel Montefeltro e il 3 marzo sarà a San Marino. Da quel momento le sue attenzioni saranno tutte per i suoi nuovi diocesani, aggiunge.

“Si senteun pastore di anime”, come papa Francesco ha definito i vescovi, che più gli sembrano adeguati alla carica episcopale. Con Mons. Turazzi entriamo nella cappella dedicata alla Beata Beatrice, poi nella sala del coro, che rimanda con il giro di scranni a un’epoca in cui il convento di suore di clausura benedettine era assai più popoloso.

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Oggi le monache sono quindici e tutte sottoposte ad una rigida clausura, solo la madre superiora e la suora portinaia hanno una speciale dispensa per accogliere visitatori e turisti. Primo monastero femminile nella città estense, il complesso di S. Antonio fu creato per accogliere Beatrice d’Este, figlia del marchese Azzo VII Novello d’Este, e le giovani che, come lei, intendevano seguire la regola benedettina. Già intorno all’anno Mille si erano insediati sull’isoletta, che si era creata tra i terreni paludosi, monaci agostiniani devoti a S. Antonio: il marchese acquistò dai padri l’area e gli edifici nel 1257.

L’anno seguente Beatrice e le sue compagne si trasferirono nel complesso, bisognoso tuttavia di lavori ed ampliamenti. Il monastero contiene un raro ciclo di affreschi di scuola trecentesca, fra cui una ‘Salita alla croce’, che raffigura Gesù che sale da sè i pioli di una scala che lo porterà alla croce, una iconografia rarissima, che simboleggia il fatto che Gesù ha voluto spontaneamente immolarsi per la redenzione dell’Umanità.

Il Monastero, che si trovava su un’isola,fatta poi collegare alla terraferma nel XV secolo da Borso d’Este che lo annettè alla città di Ferrara.Nei dipinti trecenteschi,si possono notare i luoghi come dovevano presentarsi a quel tempo,attorniati dalle acque, tant’è che per raggiungere il Monastero,si usavano le barche.

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