Monti: misure per la crescita

Per tornare a crescere, sia pure di poco, dovremo aspettare il 2013. Il prodotto interno lordo italiano si ridurrà, secondo le stime del governo, dell’1,2% nell’anno in corso, per poi risalire il prossimo anno, sia pure di pochissimo, lo 0,5%. Lo ha detto oggi il premier Mario Monti, illustrando il documento di Economia e finanza.

In questo scenario, le difficoltà del mercato del lavoro toccano direttamente o indirettamente la metà delle famiglie italiane. Per invertire questa tendenza, bisogna affrontare i problemi delle imprese italiane: “è necessario – ha detto Monti – affrontare il problema del credito alle imprese e dei costi elevati del credito, ma anche il problema dei ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione”. Ammontano a decine di miliardi di euro gli arretrati di pagamento che lo Stato ha nei confronti delle imprese italiane.

La situazione a livello nazionale è molto grave, e lo dimostrano i dati diffusi da Unioncamere: nei primi mesi del 2012, le imprese che hanno chiuso hanno superato di 26 mila unità quelle che hanno aperto i battenti.

Il governo tuttavia conferma alcune delle linee di intervento che lo hanno caratterizzato fino ad oggi: liberalizzare e semplificare, riducendo gli oneri burocratici a carico delle imprese, per favorire la libera iniziativa. Su questa strada, si potrebbero ottenere benefici sino al 5% del Pil nel giro di otto anni. Intanto, resta in primo piano la lotta all’evasione fiscale, con l’obiettivo di cominciare a ridurre il peso delle tasse a partire dal 2014.

Infine, bisogna tornare a investire in ricerca: il premier lo ha confermato durante la conferenza stampa odierna. “”Il nostro Paese – ha ricordato – investe ancora troppo poco in ricerca, ha un numero insufficiente di brevetti e perde troppi talenti per l’alto numero di giovani che emigrano all’estero”.

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