Motivazioni sentenza Costruttori, i legali di parte civile: “Euforia prematura”

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente il commento alle motivazioni della sentenza del processo Coopcostruttori dei legali di parte civile Claudio Maruzzi, Carmelo Marcello, Gabriella Azzalli e Domenico Caponi Schittar:

“Abbiamo avuto ragione nell’evidenziare come sembrasse a dir poco prematura l’euforia manifestata dagli imputati subito dopo la lettura del dispositivo della sentenza.
Il Tribunale ha sancito la scelleratezza della condotta del suo leader Donigaglia e degli altri massimi dirigenti, inclusi i sindaci, nel cercare con spasmodica ossessione di rastrellare continuamente liquidità, attraverso la fraudolenta rappresentazione dei bilanci ai soci, icasticamente rappresentata in particolare dai video delle assemblee di Coopcostruttori da noi avventurosamente “scovati” e prodotti nel processo e dalle spesso toccanti testimonianze rese al dibattimento dalle vittime.
Le emissioni di APC, anche se non sono state ritenute causa del dissesto, si sono comunque basate sull’inganno dei soci, reali vittime di questa vera e propria tragedia sociale, per il gravissimo danno economico ed esistenziale che ne hanno incolpevolmente subito.
Clamoroso il riferimento alla responsabilità delle banche, i cui dirigenti, nonostante fossero pienamente consapevoli della falsità dei bilanci e della irregolarità delle fatture utilizzate per cedere crediti inesistenti hanno, fino all’ultimo, pervicacemente finanziato la Cooperativa, con somme ingenti, condotta che potrebbe essere considerata, secondo il Tribunale, come causa sopravvenuta ed autonoma dell’accertato dissesto.
Il Tribunale ha accertato e stigmatizzato che Donigaglia, Ricci Maccarini e gli altri imputati condannati, con il concorso omissivo dei sindaci, hanno sistematicamente falsificato le scritture contabili della società, in particolare i bilanci e portato la cooperativa ad operare in perdita, anche con operazioni distrattive (vedi vicenda Spal) che hanno cagionato un danno di rilevante gravità.
Il mancato raggiungimento della piena prova della correlazione tra i falsi e il dissesto – aggiungono i legali – sposta poco rispetto alla gravità dei comportamenti fraudolenti posti in essere dagli imputati condannati.
La condanna per la bancarotta documentale – ritengono ancora Maruzzi, Marcello, Azzalli e Carponi Schittar – comprova che le scritture contabili sono state tenute volutamente in modo illecito e al fine di non consentire la ricostruzione del patrimonio e il movimento degli affari, allo scopo di recare danno ai creditori e ai soci.
Pienamente provata secondo il Tribunale anche l’accusa di avere dissipato e distratto ingenti somme di denaro utilizzate per finalità diverse dagli scopi sociali, somme dilapidate per mantenere una squadra di calcio senza alcuna considerazione dell’osservanza dei principi mutualistici.
Il Tribunale ha anche pienamente riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni morali ai nostri assistiti, nei confronti degli imputati condannati, anche in considerazione della frustrazione di chi si è sentito tradito della fiducia riposta negli imputati e, più in generale, nell’ideale cooperativo. La disposta provvisionale è immediatamente esecutiva e vi è la possibilità di agire fin da subito in sede civile per ottenere il risarcimento anche dei patimenti e delle sofferenze patite in questi anni dai nostri assistiti, che sono già in grado di documentarle grazie alle consulenze medico-legali effettuate.
Ci si augura che l’epilogo di questa vicenda faccia riflettere tutti coloro che, anche indirettamente, a vari livelli, hanno avallato per troppi anni l’operato degli amministratori della Coopcostruttori”.

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