Muore a Mumbai: il caso in tribunale

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Tutte rinviate a giudizio le tre persone imputate dell’omicidio colposo di del tecnico elettronico di Comacchio, Anacleto Beneventi, all’epoca dei fatti 37enne, morto mentre installava un quadro elettrico in una gru per cargo navali nel porto di Mumbai, in India.

A deciderlo è stato oggi pomeriggio il gip, Monica Bighetti che ha accolto tutte le richieste del pm Ombretta Volta che indagò per capire i motivi che portarono alla morte del tecnico comacchiese.

Le tre persone rinviate a giudizio sono il datore di lavoro di Beneventi, Gabriele Orioli della ditta Orioli, il sub appaltatore, Guglielmo Bedeschi che è il legale rappresentate della Bedeschi spa e il presidente del cda di uno dei colossi degli armatori italiani, la Coe Clerici di Milano, Paolo Clerici. I tre sono stati indagati per non aver preso le dovute cautele sul posto di lavoro che aveva sede nel porto della capitale indiana.

L’udienza preliminare arriva oggi nonostante siano trascorsi cinque ani dalla morte del Beneventi, nell’aprile del 2008. Le indagini non sono state semplici e per l’estradizione di alcuni atti necessari d indagare i tre rinviati a giudizio è stato necessario anche l’intervento del’allora ministro alla giustizia, Angelino Alfano.

L’uomo morì a seguito di una caduta dalla gru di una chiatta che nel porto di Mumbai doveva caricare e scaricare della merce. Secondo la procura le imprese che affidarono il lavoro a Beneventi non solo presero le dovute cautele per la sicurezza del tecnico ma non si premurarono nemmeno di garantire i soccorsi indiani in caso di infortunio. L’uomo, cita il capo d’imputazione, fu trovato a terra solo casualmente da un passante indiano e i soccorsi arrivarono troppo tardi per potergli salvare la vita.

Oggi in aula oltre agli avvocati delle tre imprese coinvolte c’era anche il legale che rappresentava la famiglia della vittima, l’avvocato Marco Linguerri.

Il processo si apre il prossimo 22 luglio.

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