Musacci, Fipe: “Asporto e consegna non sono compensativi degli incassi persi da bar e ristoranti” – INTERVISTA

Ferrara e l’Emilia-Romagna da oggi sono zona “arancione” – nella classificazione del Ministero della Salute con misure restrittive per arginare i contagi da coronavirus – ma di una tonalità più intensa rispetto alle altre regioni, perché l’ordinanza regionale firmata dal governatore Stefano Bonaccini non è stata del tutto spazzata via: le misure più severe rispetto a quanto previsto dalla fascia arancione, infatti, vengono comunque applicate.

Per gli emiliano-romagnoli a partire da oggi in base alle disposizioni “arancio” del ministero della Salute, si aggiungono lo stop agli spostamenti in entrata e in uscita con altre Regioni, e da un Comune all’altro (salvo comprovati motivi, da giustificare con autocertificazione). Anche nel proprio Comune si aggiunge la raccomandazione di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata.

Altro cambiamento importante, che non era contemplato dall’ordinanza regionale, è la chiusura di bar e ristoranti 7 giorni su 7, con asporto consentito fino alle 22 e consegne sempre possibili

“Asporto e delivery però non possono essere compensativi di quanto perso con bar e ristoranti aperti”, spiega Matteo Musacci, vice presidente nazionale di Fipe, la federazione italiana dei pubblici esercizi

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