Musei civici sotto i riflettori: le proposte dei Comuni domani a Roma – VIDEO

11 museiSi tiene domani a Roma presso la sede dell’Anci il seminario dal titolo “Le proposte dell’Anci per il rilancio del sistema dei Musei Civici”.

Una giornata di lavori, che sarà aperta dalla relazione introduttiva del presidente dell’Associazione dei Comuni Piero Fassino, per avviare un confronto fra le varie realtà presenti sul territorio (amministratori locali, direttori dei servizi museali, operatori del settore) così da mettere a punto una piattaforma di proposte operative da portare all’attenzione del Governo. In primo piano:  l’innovazione nelle forme di gestione;  la sostenibilità di medio-lungo periodo delle strutture;  il fundraising e l’uso dell’Art bonus e, infine, l’integrazione fra i musei dei Comuni con quelli statali – e di altro genere – presenti sul territorio, anche alla luce della riforma del Mibact. In attesa dei dati che si appresta a raccogliere l’Istat con una rilevazione sul patrimonio dei Beni culturali Italiani appena avviata, parte dai dati nazionali 2011 il nostro viaggio all’interno del patrimonio museale italiano. Da qui arriveremo a parlare dei musei statali e civici della nostra regione e di Ferrara, per capire meglio quali effetti ha prodotto e produrrà la cosiddetta Rivoluzione Franceschini.

Secondo una rilevazione dell’Istat pubblicata nel 2013 (Rapporto sul Sistema dei Beni Culturali di Fare Ambiente, 2011) in Italia sono 4.588 i musei e gli istituti similari, pubblici e privati, aperti al pubblico nel 2011, di cui 3.847 i musei, gallerie o collezioni, 240 le aree o parchi archeologici e 501 i monumenti e complessi monumentali, un numero davvero rilevante che ha fatto coniare l’espressione di “museo diffuso”dal momento che nel nostro Paese fra musei pubblici e privati, statali e non statali e istituti similari quasi un comune su tre ospita almeno una struttura a carattere museale, circa una ogni 13 mila abitanti.

Degli oltre 3800 musei, oltre il 45% è gestito dai Comuni, quindi appartiene alla categoria dei Musei civici, di cui domani l’Anci affronterà a Roma i problemi della gestione e soprattutto della valorizzazione. I visitatori di questo enorme patrimonio quantificato per la prima volta nelle sue esatte dimensioni, ma c’è chi ritiene che il numero sia molto superiore a quello rilevato dall’Istat- nel 2011 hanno raggiunto la cifra di circa 104 milioni di unità, di cui il 51% si è concentrato in tre regioni : Toscana (22,1%), Lazio (20,1%) e Lombardia (8,8%), mentre i musei statali, da soli, hanno attratto più di 40 milioni di visitatori (il 38,8% del totale). Una cifra abbondamente superata proprio nel 2015, anno record per i musei statali italiani, che hanno toccato la cifra record di 43 milioni di visite, con incassi per 155 milioni di euro, tanto da far esultare il ministro della cultura, Dario Franceschini, autore di una riforma che già sta dando i primi frutti,ma che trova dissensi anche forti e autorevoli sul proprio cammino.

Fra i dati raccolti nel 2011, l’Istat rileva il 45% di stranieri,ma per oltre la metà degli istituti (53,3%) gli stranieri rappresentano non più del 10% dei visitatori, mentre si fa osservare soltanto poco più del 40% delle strutture espositive erano dotate di personale in grado di fornire al pubblico informazioni in lingua inglese. Un dato che va ad aggiungersi a quello della carenza endemica di personale: circa l’80% degli istituti nel 2011 conta più di 5 addetti e solo l’1,5% ne ha da 50 in su, mentre in più del 60% degli enti prestano la propria opera collaboratori volontari. Insomma se è vero che il nostro petrolio è rappresentato dal patrimonio artistico, fino a pochi anni fa lo abbiamo davvero trascurato, impedendoci di trarne quel reddito, che altri Paesi con altre politiche di valorizzazione registrano. Ultimo dato: la maggior parte dei musei (il 63,8%) è di proprietà pubblica. Ben 1.909 istituti, pari al 41,6% del totale, appartengono ai Comuni e solo il 9% al Ministero competente, Le regioni con il maggior numero di istituti sono la Toscana (550), l’Emilia-Romagna (440) e il Piemonte (397). Nel Sud e nelle Isole è concentrato il 52,1% delle aree archeologiche, mentre al Nord sono localizzati il 48% dei musei e il 43,1% dei monumenti.

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