Dispersi in Russia, missione italiana a Kirov – VIDEO

Un sopralluogo a dicembre 2016, tre missioni di studio e documentazione, in affiancamento agli archeologi russi nell’estate del 2017 e la riesumazione, dalla fossa comune di Kirov, di trecento militari dispersi in Russia.

I loro equipaggiamenti ed effetti personali saranno esposti in una mostra che aprirà i battenti nel pomeriggio di domenica 21 gennaio, al Museo della Seconda Guerra Mondiale del Fiume Po di Felonica (Mn).

Ecco le immagini in anteprima

 

 

 

Equipaggiamenti ed uniformi inadeguati, brandelli di indumenti indossati da giovani soldati spediti al fronte, nell’inverno tra il 1942 e 1943, a combattere la guerra in Russia. E poi ancora effetti personali come pettini, medagliette e crocifissi, lettere scritte alle proprie madri, a casa in attesa di buone notizie.

Sono alcuni degli effetti personali dei trecento militari tra italiani, ungheresi e tedeschi dispersi in Russia ed emersi dalle fosse comuni di Kirov, a quasi mille chilometri da Mosca, grazie al lavoro di tre associazioni storiche italiane: la “Gotica toscana Onlus”, l’associazione Linea Gustav ed il Museo della Seconda guerra mondiale del fiume Po di Felonica

Nella fossa di Kirov, scoperta nel 2016, potrebbero esserci fra i 10mila ed i 20mila corpi di soldati, sepolti, uno sopra l’altro, vicino alla ferrovia Transiberiana che trasportava, sui vagoni bestiame piombati, anche molti prigionieri di una delle battaglie più terribili che ricordino gli alpini: quella di Nowo Postojalowka, simbolo della disfatti in Russia, di cui, proprio in queste ore ricorre il 75 anniversario.

“A Kirov ci potrebbero essere spoglie di molti italiani, forse migliaia, che dopo 75 anni, spiegano gli organizzatori della mostra, è un dovere riportare a casa”.

La mostra resterà aperta sino al 31 marzo, poi si sposterà a Trento e a Bergamo

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