Musica Marfisa: concerto pianistico del duo Cellini – Favretti

Debutto ieri sera nella Loggia del Giardino della Palazzina, della rassegna d’estate Musica a Marfisa d’Este, una serie di concerti che fino al 12 agosto prossimo offriranno serate ispirate a tutti i generi musicali, con esecuzioni di rinomati artisti ferraresi. Ierisera ad aprire il ciclo è stato il duo pianistico Rina Cellini – Dario Favretti, in un concerto a quattro mani di musicisti francesi, italiani e tedeschi.

Ingresso libero, attraverso la palazzina aperta al pubblico e offerta per FORFE, vale a dire per la ricostruzione a Ferrara.

Quattro mani alla francese , ma non solo, ieri sera ad aprire la rassegna Musica A Marfisa D’este è stato lo straordinario duo pianistico  Cellini – Favretti notissimo a Ferrara per il feeling che unisce i due artisti  nella scelta e nell’esecuzione musicale. Indovinata e accolta con applausi corali la scelta giocosa e gioiosa  proposta ieri sera,  davvero indovinata, come ha ricordato l’assessore alla cultura del Comune di Ferrara, Massimo Maisto,  per dare il via alla raccolta di fondi per ForFe, il fondo ricostruiamo Ferrara per la cultura.

Rina Cellini, già docente del conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara, concertista  affermata in un vasto repertorio che va dal rinascimento al ‘900,  e Dario Favretti, vicedirettore della Fondazione Teatro Comunale, coltissimo musicista e musicofilo, hanno scelto per questa prima serata alla Marfisa   un programma coinvolgente e travolgente, che ha accostato a tre musicisti francesi, Boildieau, Ravel e Debussy, l’ouverture del Guglielmo Tell di Rossiini e sei danze ungherese di Johannes Brahams. Musicisti diversi, esecuzioni travolgenti, seguite da due bis fuori programma. accomunati da brani all’insegna della leggerezza i tre musicisti francesi, dall’opera comica la dame blanche di boildieau, alla fiaba in musica Mamma Oca di  Maurice Ravel, che unisce struggente poesia dell’infanzia e funambolica fantasia, alla  raffinatezza e al sentimentalismo della petite suite di Claude Debussy.

trionfale e romantica l’ouverture del Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini che nelle danze ungheresi dell’amburghese Johannes Brahams hanno attinto all’intreccio tutto ottocentesco  di musica romantica e musica popolare, che nel vorticoso finale ha riproposta la danza n.5, memorabile colonna sonora di una scena indimenticabile de Il Grande dittatore di Charlie Chaplin.

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