Mutui e prestiti, le famiglie ne chiedono sempre meno

XX mutui

Nel 2013 ancora in calo la richiesta di credito da parte delle famiglie. A Ferrara si registra un 7,5% in meno per i mutui e gli importi richiesti sono i più bassi in Regione.

Un ulteriore segnale di come disoccupazione e crisi impongano prudenza alle famiglie che faticano a trovare il coraggio per affrontare investimenti importanti.

Si richiedono meno mutui e prestiti, e se si chiedono gli importi sono sempre più bassi. Faticano le famiglie ferraresi a guardare con fiducia al futuro, disoccupazione, crisi e difficoltà delle banche a concedere credito, fanno sì che nel 2013 il numero dei mutui richiesti in provincia di Ferrara sia diminuito del 7,5% rispetto al 2012. I dati li fornisce il Barometro Crif che analizza l’andamento delle domande di mutui e prestiti contribuite dagli istituti di credito.

A livello nazionale il calo delle richieste di mutui è del 3,6%, diminuiti anche gli importi medi passati da 131.445 a 127.329. A Ferrara il calo degli importi è stato del 14,9%, con una media di 109.000 euro richiesti, il dato peggiore in regione dove solo Piacenza e Bologna risultano in controtendenza e registrano trend positivi. Quanto ai prestiti finalizzati o personali il calo è stato ancora più significativo, -4,7% su base annua, con il dato peggiore a dicembre, -11,8% rispetto allo stesso mese del 2012. Anche per questa categoria i dati relativi alla provincia di Ferrara registrano un forte calo.

Non solo i ferraresi hanno chiesto il 2,3% in meno di prestiti finalizzati, quelli cioè per l’acquisto di beni o servizi, dall’auto agli arresti ai viaggi alle spese mediche, ma hanno anche chiesto meno, con gli importi medi, diminuiti del 6,5% che si attestano attorno ai 5.700 euro. Va ancora peggio quando si parla di prestiti personali calati del 5,8% in un anno con importi abbassati del 7,9% e in media poco sopra i 10.500 euro.

“L’andamento delle richieste di credito rappresenta un indicatore di straordinaria importanza per tatare tempestivamente il polso alle famiglie e valutare il loro livello di fiducia nel futuro – commenta Simone Capecchi direttore Sales& marketing di Crif- tra l’altro il quadro congiunturale risultata ancora fragile con segnalli negativi sul fronte dell’occupazione e la debolezza dei redditi disponibili. Resta dunque, conclude Capecchi, la forte prudenza che influenza sia la domanda di finanziamenti da parte delle famiglie, che temono di non riuscire a far fronte ai debiti contratti, sia l’offerta che deve far fronte al progressivo innalzamento dei livelli di rischiosità.”

Tags: Mutui, prestiti, banche, famiglie, crisi, crif, simone capecchi, disoccupazione, credito, finanziamenti.

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