Nasce il Comitato per la memoria dei X martiri di Porotto

Una sala gremita di cittadini, abitanti a Porotto e di Ferrara città,  ieri sera ha tenuto a battesimo nella sala della Polisportiva di Porotto intitolata ai X Martiri,  la presentazione pubblica del Comitato per la memoria dei X martiri di Porotto. Fra i presenti  la senatrice Paola Boldrini e  l’ex assessore Simone Merli. Fra i relatori la presidente Vanessa Rosssetti, la storica Antonella Guarnieri, la professoressa Silvana Baroni e due studenti del Liceo delle Scienze sociali “G. Carducci i la giovane Vicepresidente Lucia Bianchini,” e Ivana  Rossi, unica  testimone dei  giorni cupi della tragedia, che nel 1945 aveva cinque anni.

I nomi dei dieci martiri di Porotto: Cesare, Egidio e Renzo, Artioli (erano tre cugini), Ugo Costa, Luciano Gualandi, Giorgio Malaguti, Dino Manfredini, Giancarlo Massarentii, Tonino Pivelli, Quinto Rossi.

Accanto a Vanessa Rossetti il Comitato è composto da: Lucia Bianchini, Antonella Guarnieri, Silvana baroni, Mariella Michelini, Ivana Rossi, Renato Finco, Dario Giorgi, Diego Arcudi, Francesco Colaiacovo. Membro onorario, Paolo Spettoli in rappresentanza della comunità di Galliera.

Nasce il Comitato per la memoria dei X martiri di Porotto, dieci giovani antifascisti e partigiani barbaramente uccisi tre il 25 marzo 1945 e sette il 21 aprile,  due giorni prima della liberazione dall’occupazione nazifascista di Ferrara. A distanza di 76 anni le generazioni che ne hanno ereditato la memoria, formano un comitato per tenere vivo il ricordo della barbarie generata dall’odio e promuovere valori di cittadinanza e di convivenza pacifica, gli stessi, come ha detto la presidente del Comitato Vanessa Rossetti che ha animato le vite spezzate anzitempo dei dieci martiri.

Per dare un senso più profondo alla memoria di quei fatti., perché l’odio non abbia più il sopravvento e per far sì che la comunità di Porotto diventi un luogo nel quale ci si prenda cura delle giovani generazioni, il Comitato cercherà di promuovere la nascita di una coscienza collettiva, costruendo  percorsi e progetti, anche in relazione con le Istituzioni e con le altre realtà che operano in tal senso, sul territorio, contro l’indifferenza e l’apatia di chi sembra essersi abituato alla banalità del male.

 

 

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