Nasce il marchio EmiliAmo

Stare insieme fa bene, non solo al morale, ma  anche agli affari. Lo dimostra  EmiliAmo, network nato su iniziativa di un gruppo di 100 imprenditrici e negozianti della Bassa Modenese, dell’Alto Ferrarese e di Modena, per reggere allo choc del post terremoto, ma anche con due obiettivi precisi,  evitare qualunque tipo di sciacallaggio e di speculazione e aiutare le zone colpite dal terremoto a risollevarsi.

Inventarsi il dopo terremoto è la sfida che attende oggi un po’ tutti quelli che vivono nelle aree colpite dalle scosse che hanno fatto tremare l’Emilia  e continueranno probabilmente a farlo.

Una sfida che ha trovato pronte 100 donne imprenditrici e negozianti che si sono messe insieme  per fare business. La ricetta seguita da mogli,  mamme, imprenditrici e negozianti della Bassa Modenese e dell’Alto Ferrarese è la creazione di un network che funzioni da marchio di qualità e da identikit di aziende colpite dal terremoto che non si arrendono, anzi  hanno deciso di fare pressione sulla politica nazionale e locale perché la ricostruzione avvenga con il recupero dei centri storici, cuori pulsanti oggi feriti di queste comunità economiche e civili.   « La scelta del nome, – racconta a Il Sole 24 Ore la  coordinatrice, Claudia Miglia, consulente aziendale,  mette insieme  il nome della nostra terra ferita dal sisma, l’ Emilia,  e il verbo amare, per sottolineare la nostra volontà di restare qui, trovare tutte insieme dei luoghi dove ricominciare a fare business. Ora abbiamo bisogno di piccoli centri commerciali e capannoni dove riorganizzare la merce e dove tornare a incontrare i nostri clienti e le nostre clienti, ma è un obiettivo temporaneo. Nessuno vuole la ripetizione del modello dell’Aquila, nessuno vuole città fantasma o paesi di cartapesta . Per noi è fondamentale, aggiungono all’unisono, tornare nei centri storici». «Stare insieme ci fa bene – racconta Claudia – ma soprattutto ci permette di reagire con forza a qualunque ipotesi di sciacallaggio. Con il marchio EmiliAmo vogliamo vendere i prodotti delle nostre aziende. Vestiti, scarpe, profumi, borse, prodotti agroalimentari. In questa maniera, ci sottraiamo a qualunque speculazione che, dall’esterno, qualcuno volesse provare a fare: i prezzi saranno giusti, nessuno potrà venire qui a imporre quotazioni ridicole». Dalla prossima settimana, sarà attivo anche il portale www.emiliamo.it, che appunto servirà a fare e-business etico, una  vendita on line a tutela delle imprenditrici emiliane, dei beni strappati ai magazzini e ai negozi danneggiati dal sisma.

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