Nascite: ancora in calo nel 2017 a Ferrara come nel Paese

Secondo i dati rilevati dal Servizio Anagrafe del Comune di Ferrara, la popolazione residente al 30 novembre 2017 in città ammontava a 132.348 abitanti, con un saldo negativo – differenza fra nati, meno 4 rispetto all’anno scorso, e morti – nel corso dell’anno di 121 unità.

Un dato che conferma sia la tendenza al progressivo invecchiamento della popolazione ferrarese, sia la denatalità che avanza nell’intero Paese, secondo il rapporto Istat sull’evoluzione dei Paesi UE pubblicato nel 2017 per i 60 anni dell’unione europea. La denatalità in Italia, infatti, nel 2016 ha registrato un calo di 12mila nascite rispetto al 2015.

 

 

Secondo i dati rilevati dal Servizio Anagrafe del Comune di Ferrara, la popolazione residente al 30 novembre 2017 in città ammontava a 132.348 abitanti, con un saldo negativo – differenza fra nati e morti nel corso dell’anno di 121 unità. 56 i nati nel 2017 fino a novembre, 51 i nati nell’arco dell’intero anno nel 2016. Seppur per piccoli numeri si conferma il persistere del fenomeno della denatalità nella nostra città, che, tuttavia, vede crescere la propria popolazione di 39 unità rispetto al 2016, con un saldo positivo fra arrivi e partenze dalla città. Aumentano gli iscritti provenienti da altri comuni, diminuiscono gli iscritti provenienti dall’estero, da 169 a 153, diminuiscono, però, anche le cancellazioni di 20 unità.

I dati pubblicati oggi dal Comune di Ferrara ci riportano ad un fenomeno che vede Ferrara nella graduatoria della denatalità fra le prime città italiane in un Paese in cui secondo l’Istat la quota delle donne senza figli è di quasi 1 su 4.

Rispetto al 2016 quest’anno a Ferrara sono cresciute sia le famiglie anagrafiche che le convivenze, mentre continua la contrazione del numero dei matrimoni, dato quest’ultimo in controtendenza rispetto al Paese dove nel 2016 l’Istat registrava una ripresa dei matrimoni, con 9mila nozze in più in dodici mesi. Da segnalare, a Ferrara, come nel resto del Paese,la netta prevalenza di quelli celebrati con rito civile.

Nel 2016 in Italia sono stati iscritti all’anagrafe 473.438 nuovi nati , oltre 12 mila in meno rispetto al 2015 , un dato che diventa eclatante se consideriamo che nell’arco di 8 anni (dal 2008 al 2016) le nascite sono diminuite di oltre 100 mila unità e che, secondo quanto emerge dal Rapporto Istat “Natalita’ e fecondità della popolazione residente nel 2016”.il calo sarebbe imputabile al fatto che : le donne italiane in età riproduttiva sono sempre meno numerose e mostrano una propensione decrescente ad avere figli.

Dal 2012 sono diminuiti anche i nati con almeno un genitore straniero pari a poco più di 100 mila nel 2016 (21,2% del totale). Tra questi, a calare in maniera più accentuata sono i nati da genitori entrambi stranieri, che nel 2016 scendono per la prima volta sotto i 70 mila. Tra i nati stranieri, al primo posto si confermano i bambini romeni (15.417 nel 2016), seguiti da marocchini (9.373), albanesi (7.798) e cinesi (4.602). Queste quattro comunità rappresentano il 53,6% del totale dei nati stranieri.

Nel 2016 si conferma la tendenza alla diminuzione della fecondità in atto dal 2010. Il numero medio di figli per donna scende a 1,34 (1,46 nel 2010). Le donne italiane hanno in media 1,26 figli (1,34 nel 2010), un trend progressivamente cresciuto a partire dagli anni ’40 del secolo scorso. Si va dai 2,5 figli delle donne nate nei primissimi anni venti (cioè subito dopo la grande guerra), ai 2 figli per donna delle generazioni dell’immediato secondo dopoguerra (anni 1945-49), fino a raggiungere il livello stimato di 1,44 figli per le donne della generazione del 1976.
Analogamente si osserva uno spiccato aumento della quota di donne senza figli: nella generazione del 1950 tale quota è stata dell’11,1%, nella generazione del 1960 del 13% e in quella del 1976 si stima che raggiungerà (a fine del ciclo di vita riproduttiva) il 21,8%.

Crescono invece nel Paese i matrimoni che dopo avere toccato il minimo nel 2014, dal 2015 hanno ripreso a crescere (+4.612) : un segnale importante se si considera che la maggior parte delle nascite avviene all’interno del matrimonio: nel 2016 il 70% dei nuovi nati, infatti, faceva riferimento ad una coppia sposata.

Sempre a proposito di matrimonio, seppure quello religioso resta ancora la scelta più diffusa al Sud, al Nord prevale quello civile, già dal 2011, anno in cui nelle regioni settentrionali si è registrato lo storico sorpasso.

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