“Nascoste nella tela”: Ferrara Cambia incontra il prof. Paolo Zamboni al Circolo Unione

E’ partito dai prestigiosi successi scientifici che hanno portato il prof. Paolo Zamboni a collaborare con l’astronauta Samantha Cristoforetti e lo staff dei piloti dell’Agenzia spaziale europea il dialogo fra l’illustre clinico, direttore Centro di Malattie vascolari e della scuola di specializzazione in chirurgia vascolare  e Andrea Maggi, presidente di Ferrara cambia e Assessore ai LL.PP del Comune di Ferrara.

Al centro dell’incontro il libro recentemente pubblicato da Mondadori a   firma di Paolo Zamboni, che racconta le indagini svolte con l’occhio clinico proprio del medico su trenta opere d’arte fra le più famose, alla ricerca di segni di patologie nascoste nei dipinti,  che il pittore ha ritratto con fedeltà realistica. “L’occhio vede soltanto ciò che sa”, ha detto il prof. Zamboni, per spiegare come questi segni che sono sfuggiti nei secoli alla maggior parte degli osservatori , all’occhio esercitato del medico, abituato ad osservare l’aspetto del malato, diventino indizi di patologie nascoste. Il libro racconta in forma di vere e proprie indagini come da una lieve traccia, si possa risalire ad una patologia.

Così per Monna Lisa, lo sguardo posato, non sul sorriso, ma  sulla mano destra dell’enigmatica figura femminile dipinta da Leonardo  coglie le tracce di  di un tumore benigno o in alternativa di una cisti tendinea, probabile conseguenza delle lunghe ore passate a ricamare al tombolo dalla nobildonna.  Mentre, per citare uno degli esempi più rivelatori di questa disciplina a mezza via fra Medicina e passione per l’Arte, c’è il Bacchino malato di Caravaggio, che mostra i segni, nell’indagine dell’autore,  del morbo di Addison descritto nell’800 dal medico londinese. Il libro è nato, dice il prof. Zamboni da una grande passione per l’arte, che, unita all’attitudine del medico a cogliere i segni e ad adottare un procedimento indiziario, non lontano da quello dell’investigatore di polizia, per fare diagnosi, lo ha portato negli anni a studiare con questa tecnica e con l’ottica del medico, una trentina di opere d’arte. Il lock down e la riduzione coatta degli impegni abituali gli hanno permesso di dare ordine e mettere per iscritto le sue analisi e le scoperte fatte nel corso degli anni. E’ nato, così, un libro originale e divertente, che Mondadori si è offerto immediatamente di pubblicare.

Dalia Bighinati

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