“Natura e paesaggio come risorsa per la fidelizzazione del turista”: confronto tra operatori e Parco Delta del Po

Si è svolto sabato 19 marzo a Comacchio, presso la Sala Polivalente San Pietro di Palazzo Bellini, un momento di confronto tra Parco Delta del Po e operatori del settore turistico, con focus sul tema “Natura e paesaggio come risorsa per la fidelizzazione del turista”. Gli operatori turistici non solo erano tra il pubblico, ma hanno avuto l’occasione di intervenire come “relatori” esponendo le loro idee e necessità per una concreta sinergia nella valorizzazione e promozione del territorio, confrontandosi con la dirigenza del Parco, i colleghi e i cittadini interessati all’argomento.

Un appuntamento dal quale sono scaturiti tanti spunti perché natura e paesaggio possano essere una vera e propria risorsa per richiamare turismo e perché il turista decida di tornare negli anni. Ad aprire l’incontro è stato l’assessore all’ambiente del Comune di Comacchio Antonio Cardi, che ha ringraziato gli ospiti e l’assessore Corsini, che dimostra sempre grande interesse per il territorio del Parco. Insieme a lui Aida Morelli, presidente del Parco: “Una formula nuova, quella di questo convegno, perché vogliamo trarre spunti dagli operatori per collaborazioni future” – dice Morelli – “noi conosciamo il parco “da dentro, sappiamo che è un parco molto vasto e a tratti difficile. Ma sappiamo anche che il Parco è pieno di posti “wow”, ed è importante capire come questi scenari meravigliosi e importantissimi dal punto di vista naturalistico possano essere valorizzati, diventando sempre più una risorsa per il turismo”.

La parola è quindi passata a Massimiliano Costa, direttore del Parco, che ha presentato il progetto integrato per il potenziamento dell’attrattività turistica delle aree in esso ricomprese. “Quella del Delta è un’area meravigliosa con una ricchezza, in termini di biodiversità e tradizioni, che è davvero elevatissima. A 34 anni dall’istituzione del Parco, è importante continuare a vedere e far vedere questa ricchezza.” – dice Costa – “Noi, come Parco, abbiamo tanti progetti, ma vogliamo fortemente confrontarci con gli operatori, perché solo lavorando insieme possiamo davvero valorizzare e trarre beneficio da questo preziosissimo patrimonio”.

Franco Vitali, coordinatore cabina di regia Destinazione Turistica Romagna, è stato chiaro ed incisivo: la stagione turistica è corta, l’80% dei pernottamenti nel comune di Comacchio è distribuita su 110 giorni. La destagionalizzazione è una necessità fondamentale. Sino ad ora il parco è sempre stato considerato come accessorio al balneare, ma è arrivato il momento di cambiare marcia. A allora lancia una sfida “Sei mesi per il futuro”: un patto tra Comune, Parco e Imprese per allungare la stagione turistica a sei mesi, a favore e beneficio del territorio, e dei giovani che qui vogliono vivere e lavorare.

Proprio di come il turismo rispettoso della natura possa essere generatore di impatto economico positivo per la conservazione e promozione del territorio, hanno parlato Massimiliano Biasioli e Mercedes Rodríguez Romero, di SKUA Nature Group – che ha creato e gestisce un progetto di riserve naturali dedicato al turismo e fotografia naturalistici. I relatori hanno portato l’esempio del Parco del Monfrague, che ogni anno, grazie ad una grande sinergia tra enti pubblici ed imprese, vede un flusso turistico da oltre 1 milione e mezzo di persone.

Filippo Lenzerini dell’azienda Punto 3, ha illustrato poi i punti salienti della Carta Europea del Turismo Sostenibile, strumento metodologico volontario e certificazione che permette una migliore gestione delle aree protette per lo sviluppo del turismo sostenibile.

Iago Corazza, fotografo antopologo e collaboratore di National Geographic e di Skua, ha portato la sua grande esperienza, spiegando come il momento storico sia estremamente favorevole al turismo naturalistico, che coglie l’attenzione anche dei grandi tour operators. Il turismo fotografico, in un’area così speciale e ricca come quella del Delta, può trasformare il visitatore in una rappresentante gratuito del territorio, facendo diventare virale il suo entusiasmo per l’esperienza vissuta e per i luoghi visitati in maniera immersiva.

Patrizia Guidi – Presidente Po Delta Tourism, ha presentato un esaustivo identikit del prodotto Parco, che negli anni si è evoluto e potenziato, e del suo turista. Una base sulla quale esiste ampio margine di miglioramento, e che necessita di una concertazione con gli enti e di una comunicazione snella e semplice per “vendere” il territorio, a vantaggio di Enti ed operatori.

Cristina Zaffi, Presidente Federalberghi Giovani Ravenna crede fortemente nell’ecosostenibilità come leva di marketing. I nuovi turisti pretendono che il loro stile di vita green li segua anche in vacanza, cercano strutture e luoghi che rispecchino la loro filosofia senza però togliere attenzione al servizio, ed è su questo che bisogna concentrarsi.

Gianluca Bassani, Vice Presidente FAITA Emilia-Romagna, parte da una premessa fondamentale: c’è un mega trend verso il turismo all’area aperta, che è stato ancor più accentuato dalla pandemia. Chi sceglie di fare vacanze all’aria aperta lo fa per scelta e non per spendere meno. Il glamping, “glamourous camping” può essere un’ottima risposta a questo tipo di domanda, per attrarre anche un turismo di fascia alta.

A concludere, l’intervento di Andrea Corsini, Assessore al Turismo e Commercio Regione Emilia-Romagna, che si dice ottimista per il futuro. “In questo momento ci sono tutte le condizioni per un forte rilancio dell’offerta turistica, quello del turismo naturalistico è un segmento di offerta sul quale si sta investendo molto. Il Parco resta comunque, nonostante i problemi, un brand molto forte e questa è una base di partenza stabile dalla quale partire. Le strutture e le risorse da mettere in campo ci sono tutte, e gran parte di queste sono legate al PNRR, quindi i progetti dovranno essere finalizzati in tempi brevi. Anche dalla Regione arriveranno risorse per la promo-commercializzazione dell’offerta turistica. Il turismo certamente ha subito un colpo durissimo a causa del covid, ma questo trend che porta verso le vacanze esperienziali e open air può essere per il Parco del Delta una grande opportunità.”

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