Negozi, le famiglie non spendono

Un paese bloccato dal punto di vista della crescita economica. Vanno bene solo le esportazioni che sono quelle che permettono alla produzione complessiva del Belpaese, il Pil, il prodotto interno lordo, di avanzare dello 0,4%. Troppo poco in Europa rispetto a un più 3% della Germania, o a un un più 1,7% della Francia.

Il quadro lo fa l’Istat che ha fotografato l’andamento dell’economia italiana nel 2011.

Un anno orribile dal punto di vista delle cifre registra ancora una volta un Paese con le uscite più cospicue delle entrate, una pressione fiscale che arriva al 42% e soprattutto famiglie che non spendono.

Anche per fare la spesa gli italiani sono più attenti. Meno carne e verdure nel carrello della spesa, mentre salgono invece quelli di minor costo, come pasta e passata di pomodoro.

La conferma sul calo delle spese per alimentari arriva anche da Coldiretti che su Ferrara oggi rileva che i punti vendita dei suoi associati hanno applicato un meno trenta per cento su quelli di frutta e verdura rispetto a quello previsto dal servizio Sms Consumatori, il sito internet che indica il prezzo più equo per il cittadino che deve acquistare frutta e verdura.

Secondo l’Istat inoltre sono cambiate anche le modalità di acquisto delle famiglie italiane. Il tempo da dedicare alla spesa è aumentato perché si cercano i negozi dove gli alimenti, per qualità – prezzo, costano di meno.

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