Nel centenario della nascita, una piazzetta a Giorgio Franceschini – VIDEO

Giorgio Franceschini (1921-2012), partigiano, deputato, uomo di cultura ferrarese, è stato ricordato oggi dalla sua città nel centenario della nascita con una giornata di studio promossa da Comune di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea. L’occasione celebrativa ha previsto un momento di approfondimento a più voci a Palazzina Marfisa d’Este, che è culminato poi nella cerimonia di intitolazione a Giorgio Franceschini della piazzetta della chiesa della Madonnina di via Formignana con lo scoprimento di una targa commemorariva.

 

“Mi auguro, anzi sono sicuro, che l’intitolazione di oggi di questa piazzetta della chiesa della Madonnina per onorare Giorgio Franceschini, rappresenterà una memoria viva per i ferraresi di oggi e di domani”. Con queste parole l’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Marco Gulinelli ha concluso un’intera mattinata dedicata a ricordare la figura del ‘partigiano, deputato, uomo di cultura’ Giorgio Franceschini, del quale quest’anno ricorre il centenario della nascita.

Promossa da Comune di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea, la giornata celebrativa si era aperta con un momento di approfondimento a più voci a Palazzina Marfisa d’Este, culminato poi nella cerimonia di intitolazione a Giorgio Franceschini della piazzetta di via Formignana e lo scoprimento di una targa a lui dedicata.

Nel corso dell’incontro a Palazzina Marfisa dopo il saluto del sindaco di Ferrara Alan Fabbri, è stato proiettato il video di Flavia Franceschini dal titolo “E raccolgo ogni cosa, ogni voce ascolto”. Sono seguite una relazione di Angelo Varni (docente emerito dell’università di Bologna) sul tema “Giorgio Franceschini, partigiano, deputato, uomo di cultura” e le testimonianze di Cesare Capatti (ex segretario della DC ferrarese), Francesco Scutellari (presidente dell’accademia delle Scienze) e Daniele Ravenna con “Testimonianza di un’amicizia: Giorgio Franceschini e Paolo Ravenna”. Per le conclusioni è intervenuto Dario Franceschini. Il coordinamento era affidato ad Anna Maria Quarzi (presidente Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara)

“In questa occasione – ha affermato il Ministro Dario Franceschini – si è voluto ricordare la figura di mio padre Giorgio come partigiano, deputato, uomo di cultura. Ma sarebbe bastato scrivere solo ‘ferrarese’ per la grande passione con la quale si è dedicato per tutta la vita alla sua città. In tutti noi che lo abbiamo conosciuto – ha aggiunto – è sempre vivo il suo insegnamento, quello di cercare la bellezza un pò dappertutto. Così come è ancora forte l’esempio del suo impegno politico, figlio dell’impegno sociale. Il tutto vissuto senza nessuna retorica, nell’unica convinzione di essere parte orgogliosa della Ricostruzione del dopoguerra, declinata attraverso il continuo scambio con i propri avversari, oltre le contrapposizioni politiche perchè uniti da un grande senso di appartenenza per avere condotto battaglie comuni. Una vita quella di mio padre Giorgio Franceschini vissuta con grande consapevolezza ma sempre con ironia, leggerezza e disincanto”.


“Parlare oggi di Giorgio Franceschini – ha ricordato il sindaco Alan Fabbri aprendo la giornata di studio – è parlare di una personalità che ha lasciato un’impronta storica indelebile a Ferrara. La storia di Giorgio Franceschini è infatti quella di un padre, un marito, un uomo delle istituzioni, un partigiano cristiano, un avvocato, un giornalista. Ma le definizioni non bastano né completano certo una figura che ha dato contributi a tutto campo a Ferrara, soprattutto in un momento decisivo per le sorti della nostra città e del Paese.

“Giorgio Franceschini è stato innanzitutto un cittadino partecipe delle vicende della nostra Terra, innamorato di Ferrara e vicino alla città anche quando gli incarichi lo hanno portato lontano da qui. Ricordarlo oggi, a cento anni dalla nascita, non è quindi solo celebrare una ricorrenza, è ricordare una figura che continua a incarnare lo spirito di uomini e donne che si sono messi al servizio della propria comunità, che hanno cooperato alla costruzione del bene comune, che hanno creduto nelle proprie idee, combattendo a fondo per esse. Purtroppo non ho avuto modo di conoscere personalmente Giorgio Franceschini, ma leggendo i suoi scritti, parlando con chi ha condiviso un’esperienza politica e umana con lui, guardando filmati e documentari e ripercorrendo le vicende più salienti della sua vita, è evidente, tra le altre cose, un aspetto: la sua profonda eleganza.

“Eleganza nel suo modo di essere e nel suo agire politico, nel rispetto degli ‘avversari’ politici. E questo è sicuramente un insegnamento che attraversa i tempi, arriva fino ai nostri giorni e sarà perenne: è infatti apprezzabile una politica che sa condividere le priorità, che sa unirsi, nelle differenze, per il bene comune. E ciò vale ancora di più nei periodi complessi, come quello che tutto il Paese, e non solo, sta vivendo. Anche per questo è molto significativo oggi poter lasciare un segno concreto in città di Giorgio Franceschini, del suo passato e del messaggio, sempre attuale, che la sua esperienza ha portato. Una giornata di studi che culmina con l’intitolazione della piazzetta della Chiesa della Madonnina e lo scoprimento di una targa commemorativa: sono gesti certamente non rituali, ma sentiti, che nascono dalla città come omaggio per uno dei suoi grandi figli. In occasione del 25 aprile, sia l’anno scorso che quest’anno, ho ricordato la figura di Giorgio Franceschini. Quest’anno ho richiamato anche alcuni passaggi del suo racconto del momento della Liberazione di Ferrara: “Ogni quartiere e ogni via della città rinasce… Chi ha vissuto quelle ore le ricorderà per sempre; riappariva la speranza, al suono delle cornamuse scozzesi in Piazza Cattedrale e nel tripudio della Festa solennissima del Santo Patrono: la speranza di una nuova Italia”.

Sono parole che ci piace leggere e declinare anche al presente, dopo i mesi difficili della pandemia e con la voglia di ritrovare quella serenità che la pandemia ci ha sottratto. Mi piace ricordare e sottolineare, di Giorgio Franceschini, anche il suo impegno per la salvaguardia dell’identità storica di Ferrara, i progetti portati avanti, i suoi scritti, l’amicizia con Paolo Ravenna, figura chiave della storia ferrarese del ‘900 e ricordata anche per l’impegno a favore del recupero architettonico e ambientale delle nostre mura. E’ bello pensare che queste grandi figure abbiano sempre avuto a cuore la propria città e la sua gente. Ringrazio il ministro Dario Franceschini e la sorella Flavia che ci hanno consentito di fare memoria di loro padre e di rendere una bella memoria familiare memoria collettiva, che rimane anche grazie a un segno tangibile come l’intitolazione della piazzetta della Madonnina.

Ringrazio l’Istituto di Storia Contemporanea, di cui Giorgio Franceschini è stato presidente, per l’apporto organizzativo che ha messo in campo. Ringrazio tutti i partecipanti, per aver contribuito a celebrare oggi una figura che rimarrà nel cuore di Ferrara, con il suo esempio sempre vivo e attuale”.

 

 

 

 

 

 

 

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