Nel silenzio di un volo: fra sogno e realtà, un’utopia minima. Anna Chiara Venturini

Nel silenzio di un volo di Anna Chiara Venturini, edito da Minerva.

La scrittura, se diventa per chi la usa il mezzo per realizzare il suo sogno,  può rendere liberi.

Il sogno di Anna Chiara Venturini è vivere nella quiete,  nella solitudine e  nel silenzio delle montagne. La bellezza è ciò che sazia gli occhi. Gli incontri rari, ma intensi, alimentano il suo bisogno  di relazioni autentiche. Chi la conosce sa bene che la montagna è il suo luogo del cuore: un paradiso perduto e riconquistato ogni volta che sale fra i suoi monti. E’ il sogno controcorrente di una vita autentica, senza frenesia, scandita da poche parole ben meditate..e

Senza rumori che non siano l’acqua del torrente, la pioggia…il crepitio della legna nel fuoco, il taglio dei tronchi nel bosco o nella segheria.

Di questo sogno  – il sogno di una scrittrice, una donna adulta che sa usare l’arte della parola per risvegliare la nostra immaginazione e condividere con noi il suo luogo ideale,  è fatto questo romanzo. Ma esiste davvero questo mondo o è pura utopia?

La voce narrante non argomenta, né spiega,  si limita a rappresentare  la quotidianità, piccoli gesti, i profumi, gli incontri, la vita, in un paesino ai piedi dell’Antelao, che  l’autrice non nomina mai, perché Acquamonte è luogo concreto e insieme luogo ideale, simbolo di un mondo di sogno. E’ tutti i possibili paesi di montagna: “ un paese di mattini e tramonti, persone e amicizie, coraggio e buon senso”. Acquamonte è il protagonista corale, non solo l’ambiente che fa da sfondo al romanzo. Di Acquamonte noi conosciamo la storie di alcuni personaggi che vi abitano. Le loro emozioni inondano la nostra vista, la mente, l’udito, l’olfatto.”Per qualcuno qui è sempre primavera”,scrive Anna Chiara. Le ragioni sono tante, ci si potrebbe scrivere un romanzo” una dichiarazione d’intenti e  di poetica. Ma non è l’incipit.

Apre, infatti,  e chiude il libro con una forza epica che svela immediatamente il mistero della montagna, la sua natura bifronte, un incendio terrificante, violento, che non dà tregua.

Un incendio brucia la montagna. Harris il protagonista, guardia forestale,  ha il compito di custodirla  e salvarla  dalle fiamme. Evie, la donna che se ne è innamorata, vive questi momenti drammatici con  il terrore di perderlo. “Capisce che il suo cuore sarebbe stato di Harris o di nessun altro”.

Nel silenzio di un volo” è anche il romanzo di un innamoramento che arriva tardi, quando i due protagonisti si sentono fuori tempo massimo. Due adulti presi dal fascino l’uno dell’altra e viceversa che resistono all’amore, come capita a chi arriva tarda ad innamorarsi, ma  lo fa senza drammi, con pudore e una finta disinvoltura. Ma noi non anticiperemo il finale, limitandoci a svelare che fra i sopravvissuti alla distruzione c’è Horus, il falco pellegrino addestrato da Harris, la guardia forestale appassionata dell’arte della falconeria, arte che recupera dal passato. Una passione che fa affiorare uno dei tratti più curiosi, simbolici ed enigmatici del personaggio, e forse, della stessa autrice.

Dalia Bighinati

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