Nella protesta c’è di tutto, li unisce la paura del futuro

forconi

In attesa del corteo del pomeriggio, a Ferrara già in mattinata in Piazza Castello alcuni manifestanti del movimento 9 dicembre con striscioni e bandiere tricolori rispondevano alle domande dei passanti.

Un presidio sparuto, all’ombra del Castello Estense, alcuni striscioni e bandiere tricolori, i manifestanti del Movimento 9 dicembre, come si definiscono alcuni di loro rifiutando a quanto pare, l’etichetta di movimento dei Forconi,sono di età diverse, ci sono ragazze, uomini, tutti con una identico problema alle spalle il lavoro che non c’è più, e che non riescono a trovare. Fra chi si ferma a chiedere che cosa si aspettano dalla loro protesta, questa mattina c’era anche l’assessore al Bilancio del Comune di Ferrara, Luigi Marattin, che ha commentato l’incontro in un post sul suo profilo face book .

Sono arrabbiati, delusi, vedono davanti a loro un orizzonte buio, ma chiedono cose diverse: chi si rivolge al governo per avere risposte alla loro domanda di lavoro, meno tasse, una speranza di futuro, chi, invece, invoca il “tutti a casa” e in qualche caso auspica il governo di un uomo forte, solo al comando, un capo d’azienda che pensi per tutti. Che nel movimento ci fossero simpatizzanti di estrema destra, si era già capito, ciò che sorprende è la sordità della classe politica nazionale, l’incapacità di farsi carico dell’angoscia di tanti lavoratrici e lavoratori senza lavoro, imprenditori sull’orlo del disastro, o che già hanno alzato bandiera bianca. Se non risponderanno alle legittime richieste di questi in tempi rapidi, daranno davvero in mano ai fautori dell’eversione tanti donne, uomoini, famiglie, anche della nostra città che vivono da mesi tutti i giorni sulla pelle loro e dei loro cari la fatica di vivere, senza lavoro, incapaci di pagare affitto, mutui, bollette, giovani che continuano a vivere sulle spalle di genitori e nonni, anziani che si vergognano a dover chiedere aiuto alla solidarietà pubblica e privata. Quello che sale in questi giorni dalle piazze d’Italia è davvero un grido di disperazione, chi può li ascolti, intervenga, con azioni concrete, si mettano insieme i potenti della politica, delle banche, dell’economia, perché il rischio per la democrazia nel nostro Paese è oggi davvero grande!

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