Neonata nel freezer, i medici: “La piccola ha respirato”

Sarebbe nata viva ma nel momento in cui venne messa nel freezer la bambina era già priva di vita. A dirlo sono i primi risultati dell’autopsia eseguita sul corpicino del feto trovato congelato in un freezer a pozzetto di una casa di Migliarino. La madre di quella bambina appena nata, di sette o otto mesi al massimo, finita in ospedale per delle complicazioni dopo il parto, ora è accusata di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

La procura, con i magistrati Ombretta Volta e Isabella Cavallari, su di lei hanno aperto un fascicolo per capire che cosa sia veramente accaduto.

L’esame autoptico è stato eseguito ieri dalla anatomopatologa Maria Rosa Gaudio che ha lavorato con a fianco Matteo Tudini, il perito nominato dagli avvocati che difendono la donna, Gian Luigi Pieraccini e Monica Guerzoni.

Dai primi riscontri, ma l’esito completo degli esami sarà disponibile solo fra una trentina di giorni e tutto quindi è ancora da chiarire, sarebbe emerso che la bambina è nata viva ma al momento del suo congelamento con molta probabilità era già senza vita.

Nessun segno di soffocamento o di morte da congelamento, inoltre, sarebbe stato riscontrato durante l’autopsia.

La donna, madre di altri sei figli, è ancora ricoverata al reparto di ginecologia dell’ospedale di Cona dopo essere arrivata in gravi condizioni. E’ proprio in pronto soccorso infatti che i sanitari apprendono quanto era successo alla donna. Da prime deposizioni inoltre la donna dopo aver partorito la bambina sembra che abbia perso i sensi per diverse ore e solo alla fine quando si è svegliata ha preso il corpicino della bambina appena nata, lo avrebbe lavato dal sangue e poi congelato.

Le domande a cui dovranno rispondere i magistrati sono diverse dunque. Perché la donna ha partorito in casa? Forse perché oramai era diventata un’esperta visto che era già madre di sei figli? E se la piccola non è morta per cause connesse al congelamento a un precedente strangolamento che cosa ne avrebbe provocato la morte?

L’autopsia e le indagini serviranno a rispondere a tutto questo.

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