Next Generation EU, PNRR e uguaglianza di genere

L’Unione europea ha messo in campo risorse straordinarie per far ripartire l’economia europea a seguito della pandemia con una particolare attenzione alla prospettiva di genere. Next Generation EU e il Piano italiano per la ripresa e resilienza devono essere l’occasione di ripensare la società in modo da offrire nuove opportunità di formazione e lavoro, eliminare le disuguaglianze e favorire l’empowerment femminile. Noi a che punto siamo?

Le donne  pur essendo maggioranza dal punto di vista demografico continuano ad essere minoranza nei luoghi di lavoro e oltretutto una minoranza debole, bersaglio facile di eventi avversi  come la pandemia che ha colpito in modo particolare la componente femminile della società.
Il valore femminile è professionalità e talento, il suo apporto è fondamentale alla crescita collettiva, come sostiene IL NEXT GENERATION, ripreso dal PNRR, che  riserva  una strategia completa e complessa per favorire l’occupazione femminile in Italia.
Giusto, quindi,  cominciare a chiedersi se effettivamente la strategia proposta dal Piano lo favorisce e consente una piena integrazione delle donne nella società e nel mercato del lavoro
Vediamo da dove si parte in Emilia Romagna, che  è in Italia fra le regioni più avanzate in fatto di occupazione e istruzione femminile.
In Emilia-Romagna le donne lavorano fuori casa in media 5 ore di più di quanto accade nel resto del paese, ma meno rispetto agli uomini: 25 contro 36 ore settimanali. Nello  smart working di quest’ultimo anno a fronte di un incremento del 23% di quello maschile, è cresciuto del 58% quello femminile. Le donne hanno dovuto far fronte alla chiusura di scuole e servizi per l’infanzia.
Sul piano dell’occupazione nei mesi del lockdown  tra marzo e giugno 2020 – su  oltre 37mila posizioni dipendenti perseoltre 22mila sono femminili, pari al 60%. Più evidenti in alcuni settori: come ‘Commercio, alberghi e ristoranti’  dove su 100 posizioni perse 55 riguardano donne,  81 ogni 100 negli ‘altri servizi’
La riapertura delle attività che ha comportato una ripresa dell’occupazione nel terzo trimestre 2020 ha visto  un recupero del 53,7% delle posizioni di lavoro dipendente perdute nel periodo precedente,in questo caso  14 mila x le donne  5mila per  gli uomini, con un mancato recupero di 16.000 posti di lavoro complessivi.
A carico delle donne resta in misura largamente maggioritaria il lavoro di cura e domestico non remunerato : 23 ore contro le 7,38 ore maschili. Siamo vicini ai numeri  del Paese.
Nella formazione professionale   e nell’istruzione sono, invece, le donne a prevalere numericamente, che   spesso emergono anche in termini di qualità ai più alti livelli della formazione universitaria, con un gap molto forte tuttavia, a  loro svantaggio , nelle lauree scientifiche e tecniche, quelle a cui anche il Piano nazionale di resilienza e recupero affida la svolta del Paese sul piano della transizione ecologica e digitale.
A questo proposito la Regione Emilia Romagna  un anno fa per incrementare le competenze digitali femminili , valorizzare i risultati raggiunti nei percorsi di istruzione e renderli maggiormente spendibili nei contesti lavorativi, e accompagnarle nell’integrare le proprie conoscenze con i nuovi “saperi digitali” richiesti dal mercato del lavoro ha approvato  una offerta formativa finanziata con 4 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo, ( rivolta a donne in possesso di una qualifica,di un diploma professionale, di un titolo di istruzione secondaria superiore o di un titolo universitario, che necessitano di azioni formative per acquisire conoscenze e competenzeper realizzare 273 percorsi su tutto il territorio regionale, per una platea di 3000 potenziali destinatarie.
Non solo. Ci sono  fondi regionali a favore dell’imprenditoria femminile, della formazione e dell’istruzione.
Importante saperli cercare e trovare nella giungla dei bandi e fra le complessità linguistiche delle burocrazia italiana. Già a questo proposito una azione positiva potrebbe essere quella di aprire a Ferrara uno sportello on line che raccolga queste opportunità, oltre all’Informagiovani, a Sipro e alla CCIAA, non sempre aggiornati, esaustivi e soprattutto esplicativi. Quindi servirebbe anche un team di sostegno tipo tutoriale.
Fra i finanziamenti in partenza, noi oggi ci limitiamo a segnalare sul sito www.contributiregioni.it, in apertura dal  19/05/2021. i contributi e le agevolazioni a tasso zero di INVITALIA per i giovani e le donne che vogliono diventare imprenditori.

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