Niente Astrazeneca per chi ha meno di 60 anni. Pfizer o Moderna come 2a dose per chi ha già avuto la prima dose Astrazeneca int. prof. Zamboni

Mentre la Procura di Genova indaga sulla morte per trombosi cerebrale di Camilla Canepa, la giovane di Sestri Levante, colpita dalla gravissima patologia dopo la sommistrazione di Astrazeneca, l’opinione pubblica si interroga su questa tragedia per capire come sia potuta accadere e se potesse essere evitata. Sono le domande che abbiamo posto al prof. Paolo Zamboni, Direttore del Centro di Malattie Vascolari dell’Azienda ospedaliero – universitaria Sant’Anna di Ferrara, che ha fatto parte dell’equipe dei 13 ricercatori , ematologi, virologi, chirurghi vascolari e medici legali,  incaricati dalla Procura di Catania di individuare le possibili correlazioni fra vaccini  – Astrazeneca in particolare -e patologia trombotica cerebrale,  come possibile causa dei decessi  di alcune persone, cui era stato somministrato il vaccino anti-Covid, nei primi mesi della campagna vaccinale in Italia.

La ricerca ha  portato effettivamente, come raccontato dal prof. Zamboni alle videocamere di Telestense  alla scoperta di una sindrome, denominata VITT, che in rarissimi casi può provocare trombosi cerebrale associata a piastrinopenia, non solo è  rara ma anche  curabile, se riconosciuta e trattata tempestivamente.

Se Camilla Canepa, come si è saputo dopo la sua morte, soffriva già di una Piastrinopenia autoimmune, il vaccino potrebbe avere ingigantito con effetti di trombosi, la piastrinopenia congenita, ci dice il professore, forse non immediatamente riconosciuta o non in tempo perché se ne potessero  scongiurare, con opportune terapie,  gli effetti letali.

Ci sono, dice il professor Zamboni,  ancora troppi punti interrogativi sulla vicenda per potere azzardare ipotesi scientificamente attendibili. Saranno gli esami autoptici e le cartelle cliniche dei due ricoveri post vaccinazione della ragazza a permettere di capire come la sindrome trombotica sia insorta e si sia evoluta fino all’esito peggiore, insieme alle indagini tese ad accertare se il medico vaccinatore fosse stato informato della presenza della piastrinopenia nella ragazza e se questa patologia sia inserita fra le patologie a rischio nel Piano Vaccini anti Covid 19 predisposto dal Ministero.

Intanto il Comitato tecnico scientifico del Ministero della Salute ha dato il via libera alla cosiddetta vaccinazione eterologa per  chi ha meno di 60 anni e ha avuto una prima dose con il vaccino Astrazeneca.

Dalia Bighinati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *