Niente tagli agli insegnanti: il pasticcio

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“Gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro percepiti nel 2013 derivanti dalla questione del blocco degli scatti. Lo si è deciso nel corso di una riunione a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Enrico Letta, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza”.

Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi. Si sono concluse così le polemiche esplose ieri dopo l’annuncio del ministero dell’Economia in cui gli insegnanti che avevano percepito l’anno scorso nuovi scatti, si sarebbero ritrovati con 150 euro lordi in meno, mese dopo mese, fino alla totale restituzione del debito. Un caso che ha fatto arrabbiare l’intera categoria e che anche a Ferrara ha destato seria preoccupazione. Contattato da Telestense, il docente Mauro Presini, facente parte del consiglio direttivo di FLC CGIL Scuola di Ferrara e collaboratore del quotidiano on-line FerraraItalia, ha definito paradossale l’intera vicenda poiché il provvedimento era già noto da settimane ed i Ministri interessati non potevano non sapere.

La situazione della scuola versa in uno stato sempre più drammatico e se gli stipendi degli insegnati interessati sono salvi, non si sa anche che cosa accadrà a chi lo scatto dovrebbe percepirlo nel 2014. Tornando alle ore 10 di questo 8 gennaio, momento in cui è arrivata la gradita nota di Palazzo Chigi, ne sono seguite tensioni tra i due dicasteri coinvolti (quello dell’Economia e quello dell’Istruzione) che rimbalzano reciprocamente le accuse.

“Il Mef – spiega una nota diffusa dal Ministero dell’Economia – è mero esecutore dei pagamenti delle retribuzioni del personale scolastico per conto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) titolare del rapporto di lavoro. Il calcolo delle retribuzioni, l’emissione dei cedolini e i successivi flussi dei pagamenti al personale scolastico viene effettuato dal MEF quale mero esecutore sulla base della legge vigente e delle indicazioni ricevute dal Miur”.

Il ministro dell’istruzione Maria Chiara Carrozza a sua volta ha dichiarato che “è un tema politico che riguarda gli insegnanti e il loro futuro, ma anche tutti gli impicci burocratico-amministrativi per cui si arriva a un paradosso, insomma a un pasticcio. E questo a volte avviene anche senza che i ministri o il Governo ne sappiano niente”. Chi ha ragione e chi ha torto? Difficile dare un responso concreto, ma un dubbio resta. Che cosa sarebbe successo se le categorie interessate non avessero sollevato il polverone mediatico delle ultime ore?

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