Dall’ Europa il “no” alla procedura di infrazione per l’Italia.


L’Italia non sarà sottoposta alla procedura d’infrazione e lo spread oggi è sceso a quota 256. Per la compagine di governo che dovrà tornare a sottoporre all’UE la legge di Bilancio dopo la sua approvazione in Parlamento, è, comunque, una boccata d’ossigeno.
Dopo l’accordo raggiunto ieri con Bruxelles e la decisione dell’Unione europea di non avviare la procedura di infrazione per debito eccessivo nei confronti dell’Italia, lo spread scende oggi a quota 257 .
La Commissione avrebbe deciso di soprassedere sull’avvio della procedura in attesa di ulteriori verifiche da compiere nelle prossime settimane per tornare a fare il punto della situazione a gennaio. Per adesso il Governo può procedere nella sua azione a ritmo serrato senza gli effetti di rallentamento che una procedura di infrazione avrebbe inevitabilmente prodotto.
“Non abbiamo ceduto sui contenuti della manovra” ha detto oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Senato, ringraziando maggioranza e opposizione, “per la comprensione di questi giorni, aggiungendo che gli effetti della manovra sui conti pubblici saranno monitorati “in maniera rigorosa”. Resta la fermezza, ha ribadito il Primo Ministro, sugli obiettivi programmatici di bilancio.
Il governo ha, tuttavia, previsto una norma per l’accantonamento temporaneo di una parte di alcuni specifici stanziamenti per l’importo complessivo di due miliardi, che potranno essere rese disponibili nel caso in cui” il monitoraggio sui conti certificherà gli obiettivi di bilancio.
Il governo ora presenterà le modifiche che prevedono la riduzione dei fondi per reddito di cittadinanza e pensioni, in commissione Bilancio subito dopo l’intervento di Conte in Senato.
Secondo il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, “la soluzione non è ideale, non dà una soluzione a lungo termine ai problemi economici italiani, ma ci consente di evitare per ora di aprire una procedura per debito, posto che le misure negoziate, che ammontano a 10,25 miliardi di euro siano attuate pienamente”. Soddisfattissimi e grati a Conte i due Vice Primo Ministro Di Majo e Salvini.
In sintesi nel braccio di ferro tra Italia ed Europa ha vinto il dialogo, ossia il partito cosiddetto delle colombe che ha avuto nel commissario agli Affari economici Pierre Moscovici uno dei fautori principali.

 

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