Non una di meno a Bologna in difesa della 194 – VIDEO

28 settembre 2022,  Giornata Internazionale per l’aborto sicuro, libero e gratuito: a Bologna la prima manifestazione dopo le elezioni di domenica, in difesa del diritto di aborto. La manifestazione, indetta da “Non una di meno”  partirà alle 18.00 da piazza dell’Unità  e rientra inAbortembre“, il mese di mobilitazione in favore del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza.( parte delle immagini sono tratte da un  video sull’8 marzo di Non una di meno)

Dopo il flash mob del 22 settembre a Milano, ill 28 settembre Giornata internazionale dell’aborto sicuro  vedra in Italia diverse manifestazioni e cortei di donne. L’attenzione è puntata sul rischio che il diritto all’autodeterminazione delle donne venga messo in discussione dal nuovo governo.

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Anche se Giorgia Meloni ha pubblicamente dichiarato in campagna elettorale che il suo eventuale governo non solo non toccherà la legge 194, sull’interruzione volontaria di gravidanza,  che disciplina le modalità di accesso all’aborto,

ma la applicherà la integralmente, aggiungendo nuovi diritti alle donne, non togliendone.

Nel  2011 è stata la Rete mondiale delle donne per i diritti riproduttivi (il Women’s Global Network for Reproductive Rights)  a dichiarare il 28 settembre come giornata internazionale dell’aborto sicuro, una data che già celebrava dal 1990 la giornata di azione per la depenalizzazione dell’aborto in America Latina e i Caraibi. Quest’anno La vittoria di Giorgia Meloni, prima donna leader del partito di maggioranza relativa, uscito vittorioso dalle elezioni e quindi a guida della coalizione di Centro Destra, viene  vissuta con preoccupazione dai movimenti femministi e transfemministi perché c’è già un precedente dicono le donne del movimento Non una di meno, che nel comunicato con cui indicono  il corteo di domani che si svolgerà in 20 città italiane scrivono: «Giorgia Meloni vuole incarnare il compito di madre della nazione e assicurare il valore sociale della maternità in un paese dove l’accesso all’aborto è fortemente ostacolato dall’obiezione di coscienza che tocca punte del 90%, seguendo il modello Marche” e aggiungono «In questo nuovo assetto politico l’Italia si schiera dalla parte del flusso reazionario che coinvolge paesi come gli Stati Uniti, Ungheria, Polonia e Malta, dove l’aborto è sotto attacco. Gli attacchi e le restrizioni al diritto di aborto sono al centro delle agende conservatrici a livello globale: queste politiche vogliono rafforzare il controllo sui corpi delle donne e delle persone con capacità gestante e vogliono imporre alle donne la maternità come destino».

In Italia Ci sono regioni in cui l’accesso all’aborto, nonostante la legge,  non è garantito perché gli obiettori di coscienza sono il 100%. A livello nazionale sono il 70% e la stessa percentuale la si trova anche al Sant’Orsola di Bologna».

Non Una di Meno scende dunque in piazza «con la consapevolezza che questa sarà la prima di una lunga serie di battaglie perché gli attacchi espliciti alle donne, alle persone Lgbt+ e alle persone migranti si intensificheranno nei prossimi mesi». Accanto al tema dell’aborto, infatti, il movimento transfemminista evidenzia lo scenario di guerra, crisi economica ed ambientale in cui i corpi delle donne e delle persone Lgbtqia+ sono e saranno campo di battaglia.
Siamo furiosɜ e per questo il 28 sarà la prima tappa di una lotta che non si arresta. “Risale la marea», è la promessa di Non Una di Meno.

Comunicato stampa “Non una di meno”

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