Sono i nostri eroi: sostengono il peso dell’emergenza all’interno di un sistema sanitario pesantemente ridimensionato. Tuteliamone la salute!

Oggi tutti li chiamano eroi ed hanno imparato a ringraziarli, molti dimenticandosi degli attacchi rivolti al loro operato, alla loro deontologia, alla loro onestà. Attacchi che hanno preparato il campo al taglio di ca 40 miliardi alla Sanità, fra il 2010 e oggi. Di questi gran parte sono stati tagli al Servizio sanitario nazionale, quello che accoglie e cura tutti coloro che si presentano ai Pronto Soccorso in condizioni di necessità.

Il che vuol dire ca 70.000 posti letto e ca 46 mila unità di personale dipendente in meno.

In questi anni in Italia abbiamo avuto più dimestichezza con l’etichetta di malasanità, che con il valore della quotidiana attività di medici, infermieri, e quanti operano nelle strutture sanitarie. Siamo stati rincorsi dagli scandali gridati, molti dei quali presunti, che hanno minato la nostra fiducia e distrutto molte identità professionali. Quando si sono rivelati infondati è stato in molti casi troppo tardi.
Tagli e attacchi, che, tuttavia, grazie alla preparazione e alla vocazione di tanti professionisti, non impediscono che il nostro sistema sanitario sia considerato ancora oggi uno dei migliori al mondo.

Chissà se ci ricorderemo di quanto stanno facendo oggi negli ospedali, sulle ambulanze, nei loro ambulatori, rischiando le conseguenze del mancato riposo, la salute, la loro vita privata, per fare da barriera e contrastare l’epidemia che sembra aver colto tutti impreparati?

Di ieri l’appello della Protezione civile nazionale per reclutare 300 medici volontari,in molti casi per rimpiazzare quelli già contagiati. Da oggi è aperto il bando straordinario della Regione Emilia-Romagna per reclutare medici e infermieri da destinare subito a Parma e Piacenza, le province più colpite dall’emergenza Coronavirus. Ma mentre chiediamo ai medici e infermieri di andare volontari al fronte, siamo in grado di assicurare loro l’incolumità necessaria per svolgere il loro prezioso lavoro, quando sappiamo che in media per avere l’esito di un tampone oggi serve anche una settimana?.
Ai giovani neo-laureati diamo subito la sicurezza di un lavoro e li mandiamo in corsia. Non hanno, credo, le competenze necessarie ma sono indispensabili. Carichiamo i medici più esperti anche del compito di fare loro da tutor.
Sono le misure dell’emergenza, lo capiamo, ma quando sarà finita vorremmo non che non ci si limitasse ad appuntare delle medaglie sul loro petto ( certamente se le meritano), ma si decidesse di rimettere al giusto posto ruoli ,valori e competenze necessarie sia per far andare avanti il nostro Paese, che per fronteggiarne, quando arrivano, le calamità.
D.B.

4 pensieri riguardo “Sono i nostri eroi: sostengono il peso dell’emergenza all’interno di un sistema sanitario pesantemente ridimensionato. Tuteliamone la salute!

    • 23/03/2020 in 13:05
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      Non mi stupisce che possano essere accaduti fatti di questo genere, perché penso, purtroppo e senza scandalizzarmi, che in diversi casi gli stessi ospedali siano stati travolti da una realtà inattesa e nuova come questa epidemia, di cui si sta studiando e quindi conoscendo cammin facendo, ( cioè mentre il contagio impazza) il virus patogeno.
      Spetterà all’ospedale in questione chiarire cosa è successo, spiegando le dinamiche, le eventuali motivazioni. Il guaio è che potrebbero essere, ad emergenza finita, gli stessi medici ad essere messi sotto accusa, magari secondo una precisa scala gerarchica. Ma il tema è: ” Il sistema sanitario italiano era in condizioni di prendere con immediatezza le misure richieste da questa emergenza che sta mettendo in ginocchio, mi pare, tutti i Paesi dell’Occidente, che comunicano la verità? ”
      D.B.

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  • 23/03/2020 in 0:17
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    Sicuramente sono d’accordo col lodare i medici e infermieri ospedalieri .ma vorrei anche ricordare che in questo difficile momento ci sono anche gli .operatori sanitari di RSA , case protette e istituti privati che lavorano in condizioni veramente drammatiche. C’è anche una categoria dimenticata che sta veramente facendo l’impossibile per fornire il materiale sanificato che proviene dagli ospedali,Sono gli addetti alle lavanderie ospedaliere che riforniscono materassi lenzuola camici divise e tutto il materiale operatorio senza i quali gli ospedali si fermerebbero.UN grazie a tutti
    L.A.

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    • 23/03/2020 in 13:04
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      Gentile Signora, sono totalmente d’accordo con Lei. Anzi, credo che il personale di RSA , case protette e istituti privati, proprio perché vivono in ambienti dove il distanziamento sociale e l’isolamento sono difficili, per non dire impossibili, siano purtroppo in maggiori difficoltà. In più sono fuori dal cono di luce dei media e rischiano di essere “eroi” dimenticati. Idem per gli addetti ai servizi fondamentali di sanificazione, mense, etc… Da controllare ed esigere che almeno abbiano gli strumenti di protezione, per sé e per chi devono proteggere. D.B.

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