Nuove Province: è polemica fra UPI e Province “eliminate”

Da oggi parte, dunque,  un percorso decisivo per la riforma del governo dei territori: la definizione delle nuove Province è il primo passo verso quella modernizzazione della pubblica amministrazione locale che ha visto gli amministratori provinciali in prima linea. Un percorso che il Parlamento deve adesso completare assegnando alle Province le funzioni necessarie per svolgere a pieno il proprio ruolo di enti di governo di area vasta, a partire da istruzione ed edilizia scolastica”.E’ il commento del Vice Presidente Vicario dell’Upi, Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, che chiede però al Governo “di usare ora la stessa determinazione per intervenire sugli accorpamenti degli uffici periferici dello Stato, a partire dalle Prefetture. In questo modo lo Stato darà un contributo concreto al contenimento della spesa pubblica”.Saitta conclude proponendo una riflessione “sulla necessità di valutare l’accorpamento delle Regioni più piccole, quelle che hanno oggi un’estensione ed una popolazione inferiore alle nuove Province accorpate”.
Intanto la protesta delle province “accorpate o eliminate” è partita ieri da Benevento, dove il numero uno della Rocca dei Rettori, Aniello Cimitile, ha convocato, per le 10.30
Di oggi l’incontro con i presidenti degli altri enti. Diverse le Province che hanno risposto all’appello per il meeting che si è tenuto nello stesso del  Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi. 
Protesta che prende di mira anche l’Unione delle Province Italiane (UPI), colpevole, secondo Cimitile, di aver ceduto le armi, se non peggio.

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