Occupazione femminile e ricchezza: perché serve la parità di genere. Anche a Ferrara

Se tutti i Paesi si comportassero come i migliori tra loro in termini di parità di genere, il beneficio che si otterrebbe nel mondo in dieci anni sarebbe pari a una crescita aggiunta del Pil mondiale del 11%, secondo uno studio di McKinsey  Institute, multinazionale di consulenza strategica leader al mondo per quota di mercato.ennesima parita genere

Giusto, dunque, che in PNRR ponga la questione della parità di genere fra i suoi obiettivi strategici.

Secondo uno studio di McKinsey Global Institute,  che definisce «un problema urgente globale» la disuguaglianza di genere, se la parità di genere fosse perfetta si arriverebbe in dieci anni ad una crescita del  26% del PIL mondiale.  Quindi l’uguaglianza di genere non è solo giusta in termini di uguaglianza di diritti, ma vantaggiosa in termini economici. Secondo uno studio presentato da Bankitalia 2011 se  il Paese avesse raggiunto il traguardo stabilito dal Trattato di Lisbona, con l’occupazione femminile al 60 per cento, il Pil sarebbe aumentato del 7%., ciononostante l’Italia è l secondo paese europeo con il più ampio divario occupazionale uomo-donna: 19,8 punti di differenza rispetto a una media UE di 11,5: a fronte di differenze molto più contenute in vari paesi europei, considerando, poi, che il  gap occupazionale aumenta se si confrontano i soli uomini e donne con figli. Rispetto alla  media europea di 18,8 punti percentuali di distanza tra padri e madri occupate, l’Italia si trova al di sopra di quasi 10 punti con  28,1. Un dato in linea con quello della Grecia e molto distante dagli 8,3 punti di differenza della Svezia” secondo i dati di Openpolis.NOTE SULLA STRATEGIA NAZIONALE PER LA PARITÀ DI GENERE - di Mariagrazia Rossilli Noi Donne

Nulla da eccepire quindi sul fatto che il PNRR abbia fra le sue priorità strategiche il contrasto alle disuguaglianze di genere, che non riguardano solo la partecipazione femminile nel mercato del lavoro, ma tutti gli aspetti su cui le donne vivono di fatto pesanti disparità nel nostro Paese, dalle posizioni di leadership al  trattamento economico alla cura della famiglia. Senza contare il fenomeno della violenza di cui continuano ad essere vittime anche in famiglia.

A questo punto viene da chiedersi quanto a  Ferrara le donne possano contribuire , grazie al PNRR , al rilancio dell’economia provinciale. Perché il discorso è in questi termini che si deve porre: non progetti e fondi per migliorare la condizione femminile e la parità dei diritti nel mercato del lavoro provinciale, non soltanto almeno, ma per ottenere vantaggi economici. sociali e culturali per il futuro della città e della provincia,   grazie ad una loro maggiore valorizzazione.

prima parte a cura di Dalia Bighinati

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