Ocse: prima il lavoro, poi l’IMU

06 urgenza lavoro

“Se le priorità sono crescita e occupazione, la prima cosa da tagliare sono le tasse sul lavoro”. “Ridurre le tasse sul lavoro è più importante che ridurre l’Imu”, osserva il capo economista dell’Ocse Pier Carlo Padoan.

L’invito dell’organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa è molto chiaro, e si inserisce con forza nel dibattito politico italiano. L’IMU, cioè l’imposta municipale sugli immobili è diventata per il centrodestra una specie di bersaglio da abbattere ad ogni costo. Il capo del governo appena insediato ha deciso di congelare la prima rata 2013, quella di giugno, nella speranza di congelare la conflittualità politica che potrebbe scaturire da questa tassa in attesa che si trovi un accordo sulla sua revisione.

Ma l’OCSE, che monitora le economie di 34 Paesi non solo europei, avverte: non solo ridurre o cancellare l’IMU non può essere considerata una priorità, se l’obiettivo è la crescita.

L’Italia “ha avviato un ambizioso programma di riforme”, scrive l’OCSE nel rapporto diffuso oggi, che insieme alle misure intraprese dall’eurozona “hanno ridotto i rischi di rallentamento economico, e potrebbero aiutarla a uscire dalla recessione già nel corso del 2013”. Ma ridurre in modo significativo il complesso delle imposizioni fiscali è ancora prematuro, soprattutto se si vuole veramente intaccare l’enorme debito pubblico italiano.

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