Odio online: omofobia, peggio dell’Italia solo Croazia e Lituania. Migranti, donne ed ebrei i più colpiti su Twitter 

Sono i migranti, le donne, gli ebrei e i musulmani, i bersagli prediletti dagli hater on line, coloro cioè che si dilettano a spargere odio contro le persone, complice il pc, i mobile e i social.

Si stabilizza, ma diventa più radicale l’odio contro le persone omosessuali. Questi in sintesi i  dati rilevati da VOX osservatorio italiano sui diritti, da tutti consultabile on line, che fanno riferimento ai post di  twitter.

Secondo i dati, desunti da Twitter e  rilevati da VOX, Osservatorio italiano sui diritti, da tutti consultabile on line, il 49 per cento dei messaggi negativi e di odio rilevati fra settembre e dicembre 2020 colpisce il mondo femminile, dal «body shaming» al lavoro, il 18.45% gli ebrei, il   12 per cento la comunità musulmana, oltre il 32% i migranti.Eppure qualcosa si muove in positivo nella  consapevolezza dei diritti riconosciuti dalla costituzione e dalle carte dei diritti dell’Unione europea e dell’Onu,  se la «Mappa dell’Intolleranza» di VOX (www.voxdiritti.it) ha rilevato che fra marzo e settembre 2020 c’è stato un 57 per cento di tweet positivi contro il 43 per cento negativi.  Più colpiti come sempre i migranti,le donne,  gli ebrei, i musulmani. Non cresce, ma si è stabilizzato l’odio contro  le persone omosessuali e le persone con disabilità -dato che potrebbe essere il segno seppur timido di una cultura dei diritti più diffusa nel nostro Paese- La quinta edizione della Mappa dell’Intolleranza, progetto ideato da Vox, in collaborazione con l’Università Statale di Milano, l’Università di Bari Aldo Moro, Sapienza – Università di Roma e IT’STIME dell’Università Cattolica di Milano, sottolinea due dati: in giro ci sono meno odiatori, non  più concentrati nelle grandi città, ma quelli attivi sembrano dimostrare un accanimento quasi “professionale . Nella Giornata internazionale della lotta all’omofobia , va detto che se l’intolleranza omofobica diminuisce, se si parla di famiglie arcobaleno, l’odio è più che mai violento. Difendere i diritti delle persone LGBT,  persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, significa impegnarsi per una società più giusta e più libera, Tali individualità sono state lungo i secoli ignorate, nascoste o apertamente e violentemente condannate. Oggi alla luce della pari dignità sociale e dell’uguaglianza di fronte alla legge a prescindere da caratteristiche personali, come stabilisce l’articolo 3 della nostra Costituzione,  promuovere una cultura dei diritti LGBT è vitale per la nostra democrazia, così come tutelare  tutte le dimensioni della persona  contro l’odio e la violenza, innanzitutto, ma anche contro tutte le varie forme di discriminazione,  e di ghettizzazione dei diversi.

L’ultimo sondaggio dell’UE sull’omofobia rivela che in Italia. il 92% delle persone LGBT  viene discriminata a causa del proprio orientamento sessuale. Peggio di noi solo Croazia e Lituania, in un’Europa che vede (dati del sondaggio, realizzao dal settimanale L’Espresso) da una parte Paesi più aperti e tolleranti, come Finlandia, Spagna e Regno Unito, dove sono riconosciute le unioni civili e i matrimoni per le coppie dello stesso sesso; dall’altra, l’Italia, la Grecia, la Croazia e la Lituania, “marchiati” come i Paesi meno virtuosi d’Europa, per la mancanza di politiche LGBT e per l’alto tasso di discriminazione nei confronti degli omossessuali in ogni ambito della vita pubblica. Così, i dati rivelano che in Italia 3 intervistati su 4 hanno paura di tenersi per mano in pubblico, perché temono aggressioni o minacce a sfondo omofobico o transfobico. Un dato, che aumenta di poco in base all’età e che, per gli over 55 italiani, raggiunge il 78%, seguiti da Francia e Regno Unito. In Europa il dato medio si attesta invece intorno al 67%.

L’ultimo dato non trascurabile riguarda i politici italiani, considerati dalle persone LGBT i peggiori omofobi d’Europa, in quanto a uso di un linguaggio offensivo e discriminatorio e in generale a comportamenti poco aperti nei confronti delle diversità.

Un pensiero su “Odio online: omofobia, peggio dell’Italia solo Croazia e Lituania. Migranti, donne ed ebrei i più colpiti su Twitter 

  • 20/05/2021 in 16:02
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    Ottimo articolo che riporta i preoccupanti dati di un fenomeno , l’odio on line in continua espansione. Partendo dalla mia esperienza nella scuola ( docente e dirigente scolastico) , ho fondato una Associazione di Promozione Sociale Antihater, che intende sensibilizzare , informare, formare gli Utenti del Web sul fenomeno , per arginarlo , ma anche per fornire supporto, consulenza e tutela psicologica e legale gratuita alle vittime, perché non si lascino annientare, ma trovino il coraggio di reagire e la speranza di “cambiare in meglio” i loro carnefici.

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