I 90 anni della compagnia teatrale dialettale ‘Straferrara’

“Sono felice di poter ricordare, oggi, i 90 anni della Compagnia Teatrale ‘Straferrara’, nel segno di Ultimo Spadoni, di tutti i co-fondatori, e di Beppe Faggioli. Congratulazioni e grazie alla Compagnia per aver tenuto vivo e promosso, in questi decenni, il vernacolo, mettendo in scena rappresentazioni che hanno accompagnato un pezzo di storia italiana e per lo straordinario lavoro messo in campo, colmo di passione e ininterrotto anche in tempo di guerra. E’ oggi l’occasione per ribadire e sottolineare l’importanza del dialetto, anima della nostra terra, componente essenziale della nostra storia, importante elemento di identità territoriale. Come spiegava Tullio De Mauro la lingua italiana fu la seconda lingua, da insegnare a partire dalla prima, cioè, appunto, il dialetto. Straferrara incarna questo amore per il vernacolo, che è amore per Ferrara. Agli autori, agli attori, a tutti coloro che animano e partecipano alla compagnia oggi e sempre va il nostro grazie”.

Così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri nel giorno della ricorrenza dei 90 anni della più antica compagnia teatrale dialettale di Ferrara, la ‘Straferrara”, fondata il 14 agosto 1931 da Ultimo Spadoni insieme a Mario Bellini, Piero Bellini, Renato Benini, Leonina Guidi Lazzari, Arnaldo Legnani, Umberto Makain, Norma Masieri, Erge Viadana.

“L’assessorato alla cultura sostiene e patrocina la rassegna in dialetto ferrarese presso il Rivana Garden dove, il 7 settembre, si esibirà anche la compagnia Straferrara, per valorizzare la più fondamentale delle espressioni della tradizione locale, che è la nostra lingua”, dice l’assessore alla cultura Marco Gulinelli.

“Il teatro dialettale piace, incuriosisce, suscita nello spettatore spunti di riflessione, fa sorridere e nel contempo fa riflettere. Del resto il dialetto è la nostra cultura, appartiene al nostro modo di essere, è anche il nostro modo di appartenere ad una società in cui ci si riconosce più velocemente”. Gulinelli esprime un pensiero particolare “a Beppe Faggioli, anima della Straferrara e della cultura popolare del nostro territorio, mancato nel 2013” e ricorda che “un autore come Pier Paolo Pasolini pubblicò i suoi primi scritti proprio in dialetto, friulano. Nel dialetto c’è infatti una verità straordinaria, la verità delle origini e della tradizione, che deve essere portata avanti e tramandata. Inoltre il teatro dialettale si incrocia con la musica, la poesia e le filastrocche ed ha quindi anche un grande valore didattico”.

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