Uccide il compagno dopo lite, avvocati difensori: “Non è pericolosa” – VIDEO

 

Sarà la Cassazione a decidere se Lara Mazzoni, la mamma di 45 anni, che nella notte fra il 2 e il 3 giugno ha ucciso con un fendente il suo compagno e padre di sua figlia, Mirko Barioni di 38, nella casa di Ambrogio di Copparo, dovrà rimanere ai domiciliari o meno.

La Cassazione dovrà esprimersi su un ricorso intentanto dai legali della Mazzoni, Rita Gavioli e Fabio Anslemo, alla richiesta di revoca dei domiciliari per la donna inoltrata dalla procura di Ferrara.

barioni mazzoni omicidioRichiesta arrivata dopo che le sue figlie non vivono più con lei. La figlia più piccola è stata affidata a un tutore, l’avvocato Maggiolini, mentre la più grande, avuta da un altro compagno, è invece sotto la tutela del papà. Richiesta a cui ha fatto ricorso il suo codifensore, Rita Gavioli.

“Lara non è un’assassina come Igor” dice il suo avvocato e per questo cerca di smorzare quelle polemiche che si sono innescate nelle ultime settimane dopo che i suoi difensori stanno cercando di usare tutti i mezzi per lasciarla nella sua casa. Lara infatti – dicono i suoi legali – non è pericolosa e i domiciliari sono una forma di restrizione che in un qualche modo non andrebbero a compromettere il rapporto della donna con le sue figlie…

“Lara non voleva uccidere” sottolinea il suo legale, ma era esasperata da una situazione che non si gestiva più, tanto che la notte dell’omicidio nella piccola comunità di Ambrogio in un primo momento si era sparsa la voce che fosse lei la vittima dell’omicidio… Violenza fisica e anche psicologica dunque l’hanno portata a compiere l’omicidio, ribadisce con forza il suo codifensore. Lara Mazzoni dunque ancora non ha preso coscienza di quanto ha fatto e per questo ora viene anche seguita in un percorso psicologico ben preciso…

  • 5 giugno 2017 – ore 18.30 – Uccise il compagno: “L’ho fatta finire… questa situazione è finita”

Il fatto è avvenuto nella notte tra sabato e domenica, all’origine vi sarebbe una lite particolarmente violenta di cui ancora non si conosce la causa scatenante.

Una donna di 45 anni, Lara Mazzoni, ha ucciso il compagno Mirko Barioni, 40 anni, nell’abitazione dei due, fuori dall’abitato di Ambrogio di Copparo. Al culmine della lite notturna la donna ha preso un coltello da cucina e gli ha sferrato contro due fendenti, uno all’omero e l’altro alla scapola, colpendolo al cuore. “L’ho fatta finire… questa situazione è finita” ha detto poco dopo la donna telefonando a una parente.

I carabinieri di Ferrara e Copparo stanno indagando: “Un caso di violenza intrafamiliare – ha detto ieri incontrando i giornalisti il colonnello Andrea Desideri, comandante provinciale dei Carabinieri di Ferrara – da parte di una donna che, presa da un raptus, ha inferto diversi fendenti al compagno a seguito di litigi, che comunque andavano avanti da diverso tempo”. In effetti, la coppia era nota alle forze dell’ordine a causa di diverse denunce reciproche scaturite proprio a seguito di precedenti litigi volenti. In ogni caso, quali che fossero i problemi della famiglia, non erano di natura economica: lei lavorava come operatrice socio sanitaria in una struttura per anziani, lui come rappresentante.

Sabato avevano deciso di trascorrere la giornata al mare a Lido delle Nazioni. Erano arrivati nel pomeriggio con le due figlie, la più piccola di due anni avuta dalla coppia e la più grande di 15 anni, avuta dalla donna in un precedente rapporto. Con loro anche il fidanzatino della figlia più grande. Giornata al sole, poi la partita della Juventus in Champion, poi il ritorno a casa.

Infine, la tragedia, frutto di una lite esplosa già in auto, sula via del ritorno: una lama da 25 cm, i fendenti nel cortile di casa, il tentativo estremo del ragazzino di prestare i primi soccorsi all’uomo, tentando di rianimarlo e di tamponare le ferite con la maglietta della Juventus che la vittima ancora indossava. Tutto inutile: all’arrivo degli operatori del 118 e dell’auto dei carabinieri (avvertiti da una parente della donna) il quarantenne era già spirato. La donna ora è in arresto per omicidio e si trova nel carcere femminile di Bologna.

Ora toccherà ai carabinieri fare piena luce su quell’esplosione di rabbia e sulle sue motivazioni.

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