Omicidio Consandolo, il marito di Rachida è in Italia

Aveva ucciso alcune settimane fa la moglie per gelosia a Consandolo, nel Ferrarese, poi aveva nascosto il corpo sotto il letto, aveva consegnato i figlioletti al fratello ed era scappato, fermandosi in Francia dalla sorella che lo ha convinto a costituirsi e dove era in stato di fermo. La procura di Ferrara, dopo aver spiccato un mandato di arresto europeo, grazie alla cooperazione di Interpol ed Eurojust è riuscita a far scattare il provvedimento e concludere la procedura di estradizione, come accaduto – si è appreso oggi – mercoledì scorso, quando il marocchino Hassane Jendari, 41 anni, è stato consegnato alle autorità italiana e trasferito nel nostro Paese.

Ne dà notizia la stessa Procura di Ferrara, attraverso una nota del procuratore capo reggente Nicola Proto. Il 4 luglio è stata data esecuzione alla consegna a seguito di mandato di arresto europeo di Hassane Jendari, indagato del reato di omicidio volontario della consorte, la connazionale Rachida Lakhdimi, 39 anni.

“La rapida conclusione della procedura di estradizione è stata resa possibile – spiega Proto, che ha condotto le indagini assieme al collega Alberto Savino – grazie alla cooperazione internazionale tra le autorità giudiziarie di Italia e Francia ed in particolare al decisivo intervento del membro nazionale italiano di Eurojust Francesco Lo Voi, che ha subito attivato ed ottenuto la collaborazione del Desk francese di Eurojust, e del Magistrato di collegamento con la Francia”.

Jendari, dopo aver ucciso la moglie a Consandolo in casa, strangolandola e soffocandola, poi nascondendola dentro sacchi di rifiuti e sotto il letto, “si era rifugiato in Francia immediatamente dopo il fatto ed aveva reso spontanea confessione alla Polizia Francese. Grazie al contatto in tempo reale con la Autorità giudiziaria francese – sottolinea Proto – è stato possibile l’immediato intervento del membro Nazionale di Eurojust e delle altre Autorità, dando attuazione al mandato di arresto europeo emesso dall’autorità giudiziaria Italiana (pm Proto e gip Marini di Ferrara) il 22 giugno e notificato all’ interessato in Francia allo stesso giorno”.

“Questa fattiva e determinante collaborazione internazionale – conclude Proto – ha consentito di dare immediata ed efficace risposta alle richieste di cooperazione della Autorità giudiziaria Italiana”. Jendari è stato consegnato il 4 luglio, trasferito a Roma, di nuovo interrogato con le garanzie di difesa e presto verrà trasferito a Ferrara a disposizione di procura e tribunale locali, per tutti gli atti da compiere, tra cui – primo tra tutti – l’autopsia sul corpo della moglie uccisa.

(ANSA)

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