I funerali della famiglia Bartolucci: “Nessuno vi caccerà dalla casa del Signore” – VIDEO

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Galeazzo (padre) e Giovanni (figlio) Bartolucci

I funerali di Galeazzo Bartolucci, 77 anni, del figlio Giovanni, 48 anni, e della madre Mariella Mangolini, 74 anni, si sono tenuti ieri in Certosa.

La tragedia della famiglia (Galeazzo nelle prime ore del 4 agosto scorso avrebbe ucciso figlio e moglie per poi torgliersi la vita, un gesto probabilmente dettato anche dai gravi problemi economici e dall’imminente sfratto) ha sconvolto Ferrara e tutta la città, e ieri, amici e familiari, hanno potuto dare l’estremo saluto nell’aula del commiato della Certosa.

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Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara e Comacchio

Il rito funebre è stato officiato da monsignor Massimo Manservigi, vicario generale della Diocesi, il quale ha portato un messaggio dell’arcivescovo di Ferrara e Comacchio, monsignor Gian Carlo Perego, tratto dal Salmo 26:

“Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore ed ammirare il suo santuario”.

“La certezza che nessuno caccerà più Galeazzo, Mariella e Giovanni dalla casa del Signore, dove ora sono familiarmente insieme per “gustare la dolcezza del Signore” e per ritrovare e ammirare la bellezza che ha appassionato la vita di Galeazzo, di suo figlio Giovanni e di Mariella. Per sempre. Ancora insieme”. Questo ha detto l’Arcivescovo attraverso il messaggio letto da monsignor Manservigi.

  • Sabato 5 agosto ore 17. COSA E’ SUCCESSO (E COSA SAREBBE POTUTO ACCADERE)

Stanno emergendo nuovi particolari sulla tragedia che ieri ha sconvolto Ferrara.

Il dramma del duplice omicidio-suicidio di Galeazzo Bartolucci e della sua famiglia è maturato dopo anni di difficoltà economiche. Secondo gli investigatori, il figlio, Giovanni, però, stava guardando avanti. La famiglia, infatti, dopo lo sfratto, sarebbe andata a vivere, in affitto, in un’abitazione in via Bologna.

L’incendio appiccato dall’antiquario poteva provocare danni ben più gravi, visto che i vigili del fuoco, ieri mattina impegnati a domare le fiamme, hanno segnalato tracce di gas all’interno dell’appartamento al primo piano. Crucianelli (Polizia di Stato): “Probabilmente Galeazzo ha lasciato aperto il gas prima” di dar fuoco alle pelliccole delle “pizze”.

 

 

COSA AVREBBE PORTATO AL GESTO ESTREMO. Un fulmine a ciel sereno, giovedì 3 agosto scorso, il giorno prima dello sfratto, un episodio che potrebbe aver scatenato il dramma: il pignoramento dei beni contenuti nel negozio d’antiquariato di Galeazzo Bartolucci, oggetti che sono stati la sua vita negli ultimi vent’anni.

L’uomo di 77 anni che poi, venerdì mattina poco dopo le 5 avrebbe sparato e ucciso, nel sonno e probabilmente con colpi letali alla testa, la moglie Mariella Mangolini, di 73 anni, e il figlio, Giovanni Bartolucci, di 48 anni, per poi appiccare un incendio al piano terra dello stabile e farla finita, in strada, poco distante. L’antiquario, forse, non si aspettava questo procedimento legato al mancato pagamento di debiti precedenti. Dello sfratto, invece, Galeazzo ne era a conoscenza.

Secondo il dirigente della Polizia di Stato, Andrea Crucianelli, Bartolucci non aveva problemi di salute o psichici: anzi, Galeazzo e la sua famiglia si sarebbero dimostrati sempre sereni e collaborativi con gli operatori e gli ufficiali giudiziari. Come il 5 luglio scorso, quando venne fatto l’inventario dei beni all’interno della loro casa e venne stabilita la modalità di uscita dall’immobile. Oggetti e mobilio che, come hanno riferito dalla Polizia di Stato, sarebbero finiti nei depositi pubblici, un accordo per aiutare la famiglia nel trasloco. Il pignoramento dello stabile e delle relative pertinenze, da parte del Tribunale di Ferrara, partì dal 2011 e la vendita all’asta si è conclusa ad aprile scorso con il passaggio di proprietà a due nuovi intestatari.

Ma lo sfratto, che sarebbe stato eseguito venerdì, poche ore dopo il duplice omicidio-suicidio, forse sarebbe stato prorogato. Questo secondo Crucianelli, il quale ha raccontato che il figlio, Giovanni Bartolucci, aveva chiesto al proprio avvocato qualche settimana, oltre la data ufficiale dello sfratto, per lasciare la casa.

La famiglia dell’antiquario, infatti, dal primo ottobre prossimo sarebbe andata ad abitare in affitto in un appartamento in via Bologna, e sembrerebbe che, fino ad allora, nessuno si sarebbe opposto alla dilazione della loro permanenza, fino a fine settembre, in via Boccaleone. Come ha poi ricordato Chiara Sapigni, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Ferrara, la famiglia Bartolucci non si è mai rivolta all’ufficio abitazioni per richiedere un’eventuale assistenza e non risultano contatti negli ultimi anni con l’Asp per problematiche sociali.

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Galeazzo (padre) e Giovanni (figlio) Bartolucci

Probabilmente, Galeazzo Bartolucci, nella notte tra giovedì e venerdì, non avrebbe retto e avrebbe messo in atto il suo piano, con una “Smith&Wesson” cinque colpi a tamburo. E’ attesa per la prossima settimana l’autopsia sui tre corpi: ancora non è ufficiale il numero dei colpi sparati dall’antiquario che, alle 5.45 di venerdì mattina, decise di farla finita sotto i portici di via Boccacanale di Santo Stefano, dove il corpo venne notato da una passante un ora e mezza dopo il gesto estremo.

Giovanni Bartolucci, il ricordo del Ferrara Film Festival. Grande sgomento in città per la scomparsa di questa famiglia molto conosciuta: come il figlio dell’antiquario, Giovanni, grande appassionato di cinema e impegnato nel Ferrara Film Festival: il direttore, Maximilian Law, ha affidato il suo ricordo a un post pubblicato su Facebook.

  • Sabato 5 ore 10. MANIFESTAZIONE CINEMATOGRAFICA DEDICATA AL FIGLIO, GIOVANNI BARTOLUCCI
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Dario Argento

La settima edizione del «Dario Argento Tour Locations Torino» sarà dedicata a Giovanni Bartolucci, il cinefilo ucciso a Ferrara dal padre Galeazzo, che ha sparato anche alla moglie prima di suicidarsi.

Lo hanno deciso Stefano Oggiano e Davide Della Nina, organizzatori della manifestazione in programma nel capoluogo piemontese domenica 3 settembre, come riporta la versione online de “La Stampa Torino”.

giovanni bartolucci
Una vittima: Giovanni Bartolucci, figlio di Galeazzo

«Giovanni – ricordano – appassionato cinefilo e proprietario di una importante collezione di film in pellicola (andata distrutta nell’incendio della casa), era da anni in contatto con gli organizzatori e con molti dei partecipanti abituali del DatlTO, con i quali giornalmente scambiava opinioni sul cinema nei gruppiFfacebook dedicati alla settima arte. Quest’anno, finalmente, Giovanni avrebbe preso parte al DatlTO, e sarebbe stata l’occasione per conoscerlo dal vivo. Purtroppo non ci sarà questa possibilità».

Stefano Oggiano, sul suo profilo Facebook, ricorda Giovanni così: «Addio Giovanni! Dovevamo incontrarci il mese prossimo al Dario Argento Tour Locations Torino. Era tua intenzione partecipare per scambiarci finalmente senza il filtro dei tasti, insieme a tutti i ragazzi, tutta la nostra voglia di celluloide! Eri un numero uno. Il Tour di quest’anno è dedicato a te! Buon Viaggio!».

  • Venerdì 4 ore 19. IL DISAGIO DELL’UOMO CHE HA UCCISO LA SUA FAMIGLIA

piazzetta bartolucciIl suo negozio di dischi ha fatto storia in città e poi, oltre vent’anni fa la cessione e una nuova vita che ha dovuto affrontare la crisi prima, il terremoto poi.

Tutte prove difficili per Galeazzo Bartolucci, il vecchio proprietario del negozio di dischi che questa mattina ha ucciso prima la moglie e il figlio e poi, poco lontano da casa, ha deciso, con un colpo di pistola al cuore, di togliersi la vita.

Lo ha fatto nel giorno in cui davanti alla sua porta di casa si sarebbero dovuti presentare gli ufficiali giudiziari. La sua casa dal 2011 era stata pignorata e ad aprile era subentrato un nuovo proprietario.

 

 

Il negozio d’antiquariato e Galeazzo Bartolucci (Foto di Mazzesi)

Un uomo mite e delicato, lo descrive chi lo ha conosciuto, che non avrebbe mai lasciato presagire quanto invece ha deciso di fare questa mattina. Un gesto dettato da una disperazione profonda, che forse diventa cnora più profonda per chi ha sempre vissuto con dignità e mitezza.

Uno dei fratelli, Pirro, ai giornalisti, questa mattina, ha raccontato che il colpo di grazia lo ricevette con il terremoto del 2012. La sua casa fu dichiarata inagibile dal Comune tanto che la sua situazione era conosciuta al Coc, l’ufficio preposto ad assistere per chi dovette lasciare la casa a causa dei danni provocati dal sisma.

In una nota a firma dell’assessore ai servizi sociali, Chiara Sapigni, tuttavia l’amministrazione sottolinea come mai nessuno era venuto a conoscenza delle difficoltà economiche di Bartolucci. Nessuno infatti – ribadisce il Comune, che esprime vicinanza ai familiari coinvolti – mai aveva saputo di un suo disagio sociale e abitativo.

Dopo che aveva lasciato lo storico negozio si era dedicato alla ricerca di cose antiche e per questo aveva aperto una piccola bottega nella piazza privata che porta il nome dei Fratelli Bartolucci. Il figlio, Giovanni, un appassionato di cinema, aveva perso il lavoro, era proiezionista al cinema Alexander, e forse anche questo ha inciso nella sua decisione di farla finita per sempre.

Sulla vicenda inoltre interviene anche l’arcivescovo, monsignor Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara e Comacchio. Esprime la vicinanza ai familiari colpiti dal dramma e nel suo intervento pone l’accento sul fatto che questa tragedia è stata causata da una tremenda sofferenza. Monsignor Perego per tale motivo annuncia che la Diocesi ha messo a disposizione dei più bisognosi, con la collaborazione di altre 120 diocesi, 50mila euro per and are incontro a tutti coloro che patiscono la perdita di un lavoro e di un reddito per sostenere la famiglia.

  • Venerdì 4 ore 17.50. LA RICOSTRUZIONE DELLA DINAMICA

bartolucciTragedia questa mattina attorno alle 6.30 in pieno centro storico a Ferrara: secondo gli inquirenti, un uomo molto noto in città, l’antiquario Galeazzo Bartolucci, avrebbe ucciso la moglie e il figlio, incendiato la casa e si sarebbe tolto poi la vita in strada poco dopo. Una tragedia legata, probabilmente, anche a problemi economici.

Una città rimasta sconvolta dalla notizia che sin dalle prime ore di venerdì mattina è iniziata a circolare.

A pochi passi da corso Porta Reno, in pieno centro, dove si stava allestendo il mercato del venerdì, alle 6.30 circa Galeazzo Bartolucci, antiquario ferrarese di 77 anni, avrebbe ucciso, con dei colpi esplosi con una pistola di piccolo calibro, la moglie, Mariella Mangolini, di 73 anni e il figlio, Giovanni Bartolucci, di 48 anni. Tutti e tre si trovavano nella loro casa, nell’appartamento al primo piano, nella piazzetta fratelli Bartolucci, una piazza privata accanto a via Boccaleone, a piazzetta Schiatti e al chiostro di San Paolo.

Le “pizze”

Galeazzo, dopo il duplice omicidio, sarebbe sceso al piano terra e avrebbe appiccato un incendio nel magazzino del negozio d’antiquariato gestito dallo stesso Bartolucci: l’uomo avrebbe dato fuoco ad alcune pellicole di vecchi film, le ‘pizze’, che possedeva nel magazzino, le quali hanno preso subito fuoco. Poi il 77enne si sarebbe allontanato, raggiungendo i porticati in via Boccacanale di Santo Stefano, distanti poche centinaia di metri a piedi dalla sua abitazione.

Qui, nel tratto coperto tra Casa Cini e il ristorante “Oca Giuliva”, si sarebbe tolto la vita con la stessa arma da fuoco usata contro la moglie e il figlio. La segnalazione del corpo accasciato per terra sarebbe stata fatta alle 7.30, un’ora dopo l’uccisione dei familiari. Secondo i primi rilievi della Polizia di stato, intervenuta sul posto con gli uomini della Mobile, sembrerebbe quindi trattarsi di un duplice omicidio- suicidio.

Nel frattempo il fratello di Galeazzo, Pirro, che abita nello stabile della piazzetta Bartolucci, nelle primissime ore del mattino avrebbe notato del fumo uscire dal palazzo: immediata la richiesta d’aiuto ai vigili del fuoco, intervenuti sul posto. Ed è lì che poi si sarebbe scoperta la tragedia della morte delle due persone. Nell’incendio avrebbero perso la vita anche due gatti. Durante tutto l’arco della mattinata, i vigili del fuoco sono riusciti a spegnere l’incendio e a recuperare i corpi al primo piano.

 

 

  • Venerdì 4 ore 13.25.LE PRIME INFORMAZIONI

omicidio-suicidio santo stefano

Tragedia questa mattina presto, attorno alle 6.30 a Ferrara, in piazza Bartolucci, una piazzetta che si trova adiacente a piazzetta Schiatti, a pochi passi da Porta Reno, in pieno centro, dove oggi era anche giorno di mercato.

I corpi di un uomo e una donna, Mariella Mangolini, 73 anni e di un uomo di 48, Giovanni Bartolucci, sono stati ritrovati senza vita nella casa che si trova sopra a un negozio di antiquariato, ubicato nella piazzetta.

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Galeazzo Bartolucci, padre di Giovanni e marito di Mariella (da “Listonemag.it” – foto scattata da Giulia Paratelli)

In via Boccacanale di Santo Stefano, invece, sotto il porticato, all’altezza di Casa Cini, è stato rinvenuto invece il corpo senza vita di Galeazzo Bartolucci, di 77 anni, antiquario. L’uomo è stato trovato con ancora in mano una pistola di piccolo calibro. Secondo i primi rilievi della Polizia di stato, intervenuta sul posto con gli uomini della Mobile, verso le 7 di questa mattina, dopo aver ricevuto una sengalazione, hanno dato il via alle indagini e sembrerebbe trattarsi di un duplice omicidio compiuto dall’antiquario Galeazzo Bartolucci che poi, allontanatosi da casa e dalla piazzetta, avrebbe deciso di uccidersi in via Boccacanale con la pistola usata per uccidere moglie e figlio.

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Una vittima: Giovanni Bartolucci, figlio di Galeazzo (da Facebook)

Il figlio, Giovanni, era il proiezionista storico del cinema “Alexander, in via Foro Boario, e perse quel lavoro quando la sala cinematografica chiuse i battenti a inizio degli anni 2000. Collezionista di materiale cinematografico, Giovanni era un grande amante del cinema.

Il padre, Galeazzo, secondo i primi rilievi degli inquirenti, dopo aver ucciso la moglie e il figlio con la pistola, avrebbe dato fuoco ad alcune pellicole di vecchi film, le ‘pizze’, che possedeva nel magazzino che subito è andato in fiamme: incendio che ha intaccato anche l’appartamento al piano superiore dove viveva la famiglia e dove sono stati trovati i due corpi, della moglie e del figlio di Galeazzo.

Il fumo che usciva dal palazzo avrebbe insospettito il fratello di Galeazzo Bartolucci, il quale abita nella stessa piazzetta, che ha immediatamente chiesto aiuto ai vigili del fuoco, intervenuti sul posto. Ed è lì che poi si sarebbe scoperta la tragedia della morte delle due persone. Nell’incendio avrebbero perso la vita anche due gatti.

poliziaAncora non ci sono conferme da parte degli inquirenti ma questa potrebbe essere la storia di una tragedia familiare. La scientifica ha effettuato tutti i rilievi del caso ed ora sta cercando di capire le dinamiche del duplice omicidio e della morte della terza perosna in via Boccaleone. Galeazzo Bartolucci, proprio oggi, avrebbe dovuto ricevere gli ufficiali giudiziari che dovevano eseguire un ordine di pignoramento del suo negozio. Sembra inoltre che dovesse lasciare anche, con i suoi familiari, l’abitazione storica, che si trovava al piano superiore, sempre per motivi di pignoramento. Il negozio rimase chiuso, dopo il terremoto del 2012: il tetto subì gravi danni e l’attività riaprì i battenti a fine 2015.

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