Omicidio Sottomura: un arresto

C’è la richiesta di una convalida di un fermo per l’omicidio del Sottomura di via Baluardi. La richiesta al gip che si riserverà di decidere soltanto domani  è del sostituto procuratore Ciro Alberto Savino, titolare delle indagini per la morte del tunisino di 26 anni Tarek Hamad, ammazzato con diversi fendenti di una spada katana, la sera di domenica 29 aprile.

La richiesta di arresto è per un giovane marocchino di 23 anni  fermato nella notte fra il primo e il due maggio, dopo che era fuggito da un bar di Santa Maria Maddalena perché accerchiato da un gruppo di tunisini.

Il giovane magrebino, sposato, la moglie era con lui all’interno del bar della frazione di Occhiobello, si sarebbe recato poi all’ospedale Sant’Anna per farsi curare un ginocchio che riportò una brutta ferita a seguito di una caduta avvenuta durante la fuga.  Il pm avrebbe emesso il fermo di convalida dopo un lungo interrogatorio con il giovane sospettato di essere l’autore dei colpi mortali nei confronti della vittima.

Domani mattina il 23enne sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia del gip Piera Tassoni che dovrà accogliere o meno la richiesta del sostituto procuratore Savino.

In queste ore inoltre sono stati emessi nuovi avvisi di garanzia. Si tratta di diverse denunce ai danni di altri maghrebini che secondo gli inquirenti quella sera erano nel Sottomura e avrebbero partecipato alla rissa fra bande con mazze e catene, oltre a bottiglie rotte utilizzate come arma impropria.

Al fermo gli investigatori ci sono arrivati anche grazie al contributo prezioso delle testimonianze di diversi cittadini, anche ferraresi che quella sera si trovavano proprio nel Sottomura.

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