Omicidio Tartari, Pajdek in aula: “Badante ci disse che in quella casa c’era dell’oro”

Ivan Pajdek
Ivan Pajdek

Tornano le ombre sulla madre di Patrick Ruszo e torna di nuovo in ballo il ruolo che sembrerebbe non marginale, all’interno della banda, di Costatin Fiti, colui che dei tre non ha mai confessato di aver ucciso.

Arriva inoltre il nome di un quarto uomo: Igor. Processo per l’omicidio di Pierluigi Tartari: la seconda udienza tenuta venerdì 21 ottobre è ricca di colpi di scena. Il primo arriva quando il capo della banda, il cinquantenne Ivan Pajdek, già condannato a 30 anni, in aula testimonia di aver avuto l’informazione di colpire nella casa di Tartari proprio dalla madre del 19enne slovacco, Rosy, e cioè Sivakova Ruzena, la badante di una signora anziana vicina di casa di Tartari.

tartari
La vittima Pier Luigi Tartari

Secondo la testimonianza resa da Pajedk in aula non solo la badante Rosy aveva dato indicazioni sulla casa da rapinare ma la sera stessa dell’azione dei tre dalla finestra vide tutto e il giorno dopo riprese Pajdek, dicendogli “avete fatto troppo rumore”. In aula il capobanda inoltre cambia versione rispetto a quella resa la prima volta agli inquirenti e dice che Tartari quando fu portato nel casolare era già privo di vita e fa il nome di un quarto uomo: Igor con cui avrebbe commesso altre rapine che non sono finite male come quella di Aguscello. Ed è proprio in quel momento che Pajdek tira in ballo il ruolo di Fiti, difeso dall’avvocato Alberto Bova, sia nel momento in cui consumarono la rapina nella casa di Tartari e per la conseguente sua morte. Fiti inoltre viene tirato in ballo nella morte del pensionato anche dalla sua ex ragazza, Miriam, con la quale ha avuto un figlio.

Un rapporto finito male fra i due, tanto che le loro tensioni interne si sono rivelate tutte anche in aula quando la ex ha riferito di aver ricevuto, mentre si trovava in una struttura di protezione, una telefonata da Fiti che le riferiva di “aver fatto una brutta cosa”. A quel punto Fiti esce dall’aula e si dimostra piuttosto arrabbiato.

tartari scomparsoC’è poi il colpo di scena collegato al più giovane della banda, Ruszo che non si presenta in aula. Il suo difensore, l’avvocato Patrizia Micai, dopo essere stata in carcere, spiega alla corte che il suo assistito non si è sentito bene. A quel punto alla stessa corte, presieduta dal giudice Alessandro Rizzieri ha chiesto un parere al medico del carcere che non ha confermato nessun impedimento, rigetta la richiesta di perizia dell’avvocato difensore per accertare le vere condizioni di salute del suo assistito, e lo convoca immediatamente a prendere parte all’udienza. Giunto in tribunale Ruszo però lo abbandona quasi subito, affermando di sentirsi male e per questo è stato di nuovo trasportato in carcere.

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