Omicidio via Favero: parlano le difese

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Donatella Zucchi mentre riempie taniche di benzina dopo l’omicidio

“Non c’è stata coscienza o volontà di occultare le prove dell’omicidio di Vincenzo Brunaldi ma solo ingenuità”. Così l‘avvocato Sandro Felisati, il legale difensore di Francesco Pinca, il patrigno di Donatella Zucchi, difende il suo assistito dai dubbi investigativi che sono emersi nelle ultime ore da parte degli inquirenti.

La versione di aver preso i sacchi della spazzatura con le prove dell’omicidio e poi averli buttati nell’immondizia che si trova sulla strada che porta Pinca alla sua abitazione non convince affatto gli inquirenti.

“Non ha nascosto nulla – dice l’avvocato Felisati – perché non c’è stato dolo nel suo comportamento. Il fatto è che nessuno poteva pensare, e quindi nemmeno lui, che la sua figliastra avesse ucciso il marito”. Quel comportamento quindi non può essere condannato secondo l’avvocato Felisati ma è soltanto la conseguenza di un rapporto fra Pinca e Donatella basato sul ruolo di un padre acquisito che spesso si lasciava comandare dalla donna che nei suoi confronti aveva un atteggiamento quasi sempre impositivo.

In queste immagini intanto emergono nuovi particolari sulle ore successive all’omicidio. Qui vedete Donatella Zucchi che mercoledì sera, verso le 23, si reca nel distributore di benzina di via Caretti e riempie di taniche con il carburante. Quaranta litri di liquido infiammabile che forse la donna avrebbe usato successivamente per sbarazzarsi definitivamente del corpo del marito.

Il cadavere di Vincenzo Brunaldi fu ritrovato dagli inquirenti vicino al letto, avvolto nei sacchetti di plastica, con parte dei piedi già dentro al bidone per l’immondizia.

Un fatto questo su cui gli inquirenti vogliono vederci chiaro perché non escludono che ad aiutare Donatella Zucchi possa essere stata anche un’altra persona.

Per il legale della Zucchi, l’avvocato Eugenio Gallerani, quel che è certo è che la donna nel corso dell’interrogatorio avvenuto subito dopo il ritrovamento del cadavere la Zucchi non volle coinvolgere il suo patrigno.

Nel racconto della spesa al centro commerciale, poi documentata dalle immagini delle telecamere a circuito chiuso, la Zucchi infatti avrebbe dichiarato di esserci andata da sola. “la mia cliente inoltre di sua spontanea volontà ha dichiarato di avere in auto due taniche di benzina” sottolinea l’avvocato Gallerani per spazzare via qualsiasi dubbio di eventuale premeditazione.

Domani intanto si svolgeranno i conferimenti da parte della procura degli incarichi dei periti per effettuare l’autopsia sul copro del Brunaldi.

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