Vagnini, D.G. Az. Usl: “Ecco come salveremo il punto nascite di Cento”

cento ospedale“Il punto nascita dell’ospedale di Cento sarà rilanciato”.

Questa la posizione dell’Azienda Usl di Ferrara, per evitare il rischio chiusura del reparto maternità al SS.Annunziata di Cento, che nel 2016 non ha raggiunto la soglia, in termini di sicurezza, dei 500 parti annuali.

“Se una donna ha una gravidanza fisiologica, monitorata tutto l’anno, durante la quale non si registrano problemi di salute, né per lei, né per il bambino, non c’è ragione per andare a partorire a Cona”. Parte anche da qui la strategia che l’azienda Usl di Ferrara, per voce del suo direttore generale Claudio Vagnini, intende attuare per rilanciare il punto nascita dell’ospedale di Cento.

Il SS. Annunziata è finito tra le sei maternità a rischio chiusura in Regione Emilia-Romagna perché nel 2016 sono stati solamente 430 i bambini nati nell’ospedale di Cento. Un numero sotto i 500, la soglia in termini di sicurezza, un parametro minimo fissato dai nuovi standard ospedalieri ministeriali. Lo scorso anno sono state circa 200 le donne centesi e dell’alto ferrarese a scegliere il punto nascita di Cona. “Una scelta che capisco bene se è motivata da una gravidanza a rischio, ma non se la gravidanza è senza problemi” ha spiegato Vagnini.

Per questi sei punti nascita, compreso quindi Cento, l’assessorato regionale ha già chiesto una deroga al ministero. Si sta attendendo una risposta ma nel frattempo Via Cassoli è intenzionata a migliorare la parte alberghiera dell’ospedale ed aggiungere, entro i prossimi due mesi, il servizio di guardia pediatrica: ovvero la disponibilità, sulle 24 ore, di professionisti di arrivare in ospedale in tempi brevissimi. “Al SS.Annunziata ci sono ottimi professionisti. Lavoreremo per farlo diventare un punto fondamentale per tutto il Distretto Nord” ha concluso Vagnini

Sui punti nascita a rischio chiusura, alcuni giorni fa, si era espresso anche il segretario regionale Anaao Assomed che puntava il dito contro la Regione. Secondo i principale sindacato dei medici dirigenti mantenere il punto nascita sotto il 500 parti all’anno significa anche garantirne una guardia su 24 ore del ginecologo, del pediatra, di due ostetriche, dell’anestesista, della radiologia, di un laboratorio ed una adeguata dotazione tecnologica con personale esperto. “Nessuna polemica con la Regione ma abbiamo ricordato che se si chiede una deroga per il punto nascita si devono far rispettati anche dei requisiti per mantenere i sicurezza mamma e bambino”, ha replicato il sindacato dei medici dirigenti “non si fanno le nozze con i fichi secchi, sottolinea Anaao Assomed che ricorda la mancanza di risorse economiche anche per assumere personale.

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