Ospedale di Cento: è attivo il servizio di telecardio-counseling

La Cardiologia dell’Ospedale di Cento – sin dal 2013 – organizza incontri di educazione sanitaria per la prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari in pazienti colpiti da infarto cardiaco.

A Marzo 2020, le misure di contenimento del contagio COVID-19, hanno imposto la sospensione degli incontri organizzati in un’aula dell’Ospedale SS. Annunziata di Cento attrezzata per ospitare 8-10 pazienti e familiari.

TELECARDIOIl prof. Biagio Sassone Direttore delle Cardiologie Ospedaliere dell’Azienda USL di Ferrara confermando la ripresa di questa attività, ricorda che è “altamente qualificante per la nostra cardiologia, sfruttare l’opportunità che la telemedicina offre nel riformulare la modalità di offerta di questo servizio”.

Gli incontri -definiti di Telecardio-counseling- sono realizzati grazie a Internet e sistemi di comunicazione digitale che permettono a medico e pazienti di interagire a distanza in tempo reale. Infatti, grazie ad un’audio-video chiamata proiettata su un schermo i pazienti hanno potuto seguire la lezione e fare in diretta domande al cardiologo e all’infermiera, come se fossero fisicamente presenti, trasferendo, così, importanti informazioni sanitarie ai pazienti, senza che si muovessero dal domicilio, evitando inutili esposizioni al rischio di contagio in ospedale. Per superare la difficoltà di alcuni anziani ad utilizzare tecnologie come un PC o uno smart-phone è importante il coinvolgimento di parenti e caregiver che possano attivare il collegamento.

Il Telecardio-counseling, fino a quando durerà l’emergenza Covid, sarà un eccellente strumento a garanzia della continuità assistenziale fra ospedale e territorio, permettendo l’erogazione in totale sicurezza degli incontri di educazione sanitaria dopo un infarto cardiaco, con una equivalente efficacia degli incontri tradizionali in presenza fisica.

L’obiettivo di questi incontri è quello di fornire informazioni, ma, soprattutto, quello di dare motivazioni che portino il paziente a condurre uno stile di vita sano, riducendo il rischio di ammalarsi nuovamente per problemi cardiaci. Questi incontri, se avviati dopo 30-40 giorni dalla dimissione, sono un riconosciuto ed efficace strumento di prevenzione della malattia cardiovascolare se -per una comunicazione efficace- si utilizza un linguaggio semplice e si rivolgono a piccoli gruppi per evitare un contesto troppo formale che rischierebbe di inibire la partecipazione attiva dei pazienti.

Oltre a rinforzare le raccomandazioni che i pazienti hanno ricevuto durante il ricovero, relative allo stile di vita e alla corretta assunzione dei farmaci, durante questi incontri, si hanno risposta alle domande che più frequentemente in questi anni i pazienti che avevano avuto un infarto cardiaco rivolgono ai medici: potrò riprendere a fare sport, viaggiare in aereo, avere una normale attività sessuale?

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