Ospedale, la partenza da Corso Giovecca

Le operazioni di trasferimento sono cominciate da corso Giovecca intorno alle 8.25, dopo l’arrivo delle ambulanze della croce rossa. 8 ambulanze con autisti e  volontari della croce rossa, assistiti da un’ambulanza e dall’auto medica del 118. una partenza che è stata preceduta dalla distribuzione delle terapie ai pazienti da trasferire, poi dalla colazione. Operazione seguite dal direttore generale, dai medici e dal personale , che nella mattinata si erano  divisi, secondo turni prestabiliti, fra i reparti di Cona e giovecca. Non appena ogni reparto avrà completato il trasferimento dei propri pazienti, il servizio per tutti si svolgerà naturalmente a Cona. Ma vediamo di ricostruire la mattinata partendo proprio dal Sant’Anna, dove l’appuntamento era all’uscita dei trasporti su Rampari di S. Rocco.

Alle 7 di mattina da sempre l’ospedale è già attivo, ma questa è una giornata speciale e alle normali attività, ingresso pazienti, pulizie, passaggio carrelli e personale lungo l’anello, si sovrappongono i preparativi per l’imminente trasferimento dei primi pazienti che dal sant’anna di corso giovecca andranno al nuovo sant’anna di cOna. L’atmosfera è tutto sommato tranquilla, tutto appare sotto controllo. A presidiare le operazioni vediamo il direttore generale Gabriele Rinaldi e il prof. Roberto Manfredini, direttore della Clinica Medica.  tre i reparti che oggi si sposteranno a Cona,  medicina universitaria,  clinica medica e  medicina ospedaliera …. fino a che il trasferimento non sarà completato- Personale e medici si sono divisi fra le due sedi. Si ricongiungeranno a Cona secondo le previsioni  nel pomeriggio, ci dicono, ma poi vedremo che tutto avverrà con grande tempismo e la conclusione dei trasporto pazienti si concluderà in mattinata.

Del tutto scorrevole l’itinerario che porta i pazienti a Cona, lungo via Pomposa, che di mattina in direzione mare è poco trafficata. A presidiare le operazioni di trasferimento è il 118, che ha predisposto un servizio aggiuntivo rispetto a quelli standard dell’emergenza.

Cona comincia a vivere molto presto, il  clima che si respira è fondamentalmente positivo e di orgoglio per i professionisti. Mentre i famigliari dei primi pazienti non nascondono le perplessità. Per chi viene da Ferrara, ci dicono due di loro, resta la preoccupazione della distanza, anche se il nuovo ospedale fosse un’opera d’arte, questo, aggiungono, resta il problema.

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