Otto anni fa moriva Aldro. Sagoma di gesso in via Ippodromo

04 aldrovandi ferrara
Ancora un altro 25 settembre è piombato su Ferrara e via Ippodromo, la strada in cui otto anni fa morì Federico Aldrovandi, appena 18enne. Mori per colpa di quattro poliziotti. Lo ha deciso definitivamente anche la Cassazione che li ha condannati per sempre per quella morte.

Ma oggi, 25 settembre 2013, vogliamo pensare che questa giornata non deve e non può essere solo un giorno più triste e un giorno che arriva dopo tante battaglie giudiziarie e manifestazioni contro chi non si vuole arrendere alla verità e al dialogo di un figlio che non c’è più.

Ci piace pensare che Federico, forse, non è morto per nulla. In otto anni il suo ricordo è diventato azione. Assistenza per chi come la famiglia di Federico ha subito un abuso enorme da parte delle forze dell’ordine, che in verità avrebbero il compito di tutelare tutti e lo Stato. Il blog “Verità per Aldro” in questi anni è diventato un’associazione capace di fornire assistenza a chi come Ilaria Cucchi e la sua famiglia o la signora Uva sono stati lasciati solo dopo una morte sospetta, probabilmente conseguente a un altro abuso di chi non ha fatto proprio il suo dovere di servitore dello Stato. Dopo otto anni in questa città, via Ippodromo, come è successo sabato sera, diventa un luogo di musica e di ritrovo per stare insieme e vedere anche che la vita va avanti. Nel giorno in cui in quella via è stata disegnata la sagoma del corpo senza vita di Federico, arriva anche un’altra notizia. Da Facebook si apprende infatti che Patrizia Moretti annuncia un nuovo sogno da dedicare a Federico: una casa famiglia per accogliere i ragazzi adolescenti, neo maggiorenni che hanno compiuto reati ‘minori’ e una borsa di studio intitolata al figlio che permetta di realizzare lavori di ricerca nelle scuole su temi legati proprio al caso di Federico e ai diritti alla giustizia.

Oggi Aldro avrebbe 26 anni e suo padre Lino in un post su Facebook vuole comunicare così il suo giorno di dolore: “Non mi piacciono le commemorazioni e il ricordo non mi addolcisce”. “Vorrei solo – aggiunge Lino Aldrovandi sul post – che oggi a ricordare fossero anche i quattro pregiudicati, ancora poliziotti che otto anni fa hanno ucciso un ragazzo di 18 anni”. E citando le parole di Enzo Pontani nel corso di un interrogatorio avvenuto nel processo di primo grado, Lino Aldrovandi aggiunge: “Perché quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto in modo perfetto”.

%CODE%

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *