Palio all’ippodromo: M5S Ferrara fa chiarezza

Riceviamo da Claudio Fochi, M5S Ferrara, e pubblichiamo:

Poiché nei giorni scorsi sulla stampa locale si è parlato – per l’ennesima volta e a sproposito – dello spostamento del Palio Estense da Piazza Ariostea all’Ippodromo, tirando in ballo (così hanno creduto erroneamente molti cittadini) il M5S di Ferrara, che non c’entrava nulla, è venuto il momento, proprio da parte del M5S della città estense, di fare chiarezza.

La proposta era stata sollevata, o per essere più precisi, riesumata, da un gruppo di cittadini che si definiscono 5 stelle ma che non hanno nulla a che fare con i portavoce eletti dai del Movimento, poiché non sono autorizzati all’utilizzo del logo del Movimento e si esprimono quindi a titolo personale e in modo del tutto autoreferenziale e, in questa occasione molto superficiale.

Dopo un incontro ufficiale con il presidente dell’Ente Palio avv. Stefano di Brindisi, ecco la posizione ufficiale del M5S di Ferrara.

Come risulta evidente dal verbale integrale della seduta di consiglio comunale dell’11 settembre 2011 (che il gruppo di cittadini che si definiscono a 5 stelle ignora completamente ), in cui si discusse proprio lo spostamento del palio all’Ippodromo, ci sono motivi tecnici oggettivi che rendono oltremodo difficoltoso l’utilizzo della pista dell’Ippodromo per i cavalli al galoppo, per il semplice fatto che la pista è omologata per le corse al trotto e, senza scendere nei tecnicismi delle perizie tecniche , risulterebbe molto pericolosa per il galoppo, che richiede un manto più morbido. Inoltre, per rendere praticabile e fruibile l’Ippodromo all’evento del Palio, in quel consiglio comunale furono stimate spese dai 2,5 ai 5 milioni di euro (includendo anche il rifacimento delle tribune attualmente mal ridotte e in grado di accogliere al massimo 250 persone ) anche per sistemare le migliaia di persone (fino a 8 o 9 mila ) che possono assieparsi oggi in Piazza Ariostea).

Con il circuito dell’Ippica ormai al collasso nel nostro paese (e non solo l’Ippica) chi avrebbe i soldi e il coraggio di investire milioni di euro per un evento che si svolge una volta all’anno? E senza la speranza di poter utilizzare l’Ippodromo per altre manifestazioni equine e non, in modo da ammortizzarne i costi?

Dal punto di vista della sostenibilità economica sarebbe una follia (a meno che il gruppo dei cittadini che si definiscono a 5 stelle non trovino uno sponsor), senza contare mille altri motivi organizzativi avversi.

Dal punto di vista storico, turistico e culturale sarebbe una infelice e inspiegabile incongruenza.

Tuttavia, in condizioni di sostenibilità economica e nell’ambito di un (chimerico e velleitario) rilancio in grande stile dell’Ippodromo, saremmo felici di discuterne con la giunta, le contrade e i cittadini.

Riteniamo che il Palio (con la corsa dei cavalli e delle asine) possa rimanere in Piazza Ariostea (come fra l’altro danno per scontato le migliaia di persone che lavorano per il Palio 365 all’anno, di tutte le contrade) ma nel rigoroso rispetto della sicurezza fisica e psicologica degli animali, come stabilito nell’ordinanza del ministero della salute sugli equidi, la cosiddetta Ordinanza Martini del 21 luglio 2011 e successive proroghe e modifiche, nel puro e rigoroso rispetto dei protocolli veterinari implementati nella nostra città dopo gli incidenti del 2006, che hanno reso il palio estense uno dei più sicuri d’Italia.

Siamo consapevoli e in parte condividiamo le istanze dei movimenti animalisti che hanno come ultimo obiettivo la soppressione degli spettacoli dove si utilizzano animali (circhi inclusi) ma siamo anche coscienti sia del bassissimo livello complessivo di incidentalità di animali nelle corse dei palii (1%), secondo le stime del dott. Zanichelli, sia di ciò che rappresenta il Palio, così com’è, per i ferraresi, per la storia e il turismo della città estense e per l’immaginario collettivo della nostra città.

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