Palio: cosa non sapete delle contrade – VIDEO – Appuntamento su Telestense

sangiovanni-1L’ampia giurisdizione territoriale della Contrada comprende le terre verso Nord-Est al di fuori delle mura fino al limite del Comune; qui era localizzato il “Barchetto del duca”, testimone di tanti tornei e giostre a cavallo al tempo di Ercole I; qui era una delle delizie Estensi, quel palazzo di Belfiore posto al di fuori della città, ricco di pitture e sculture, fatto costruire da Alberto d’Este poi ampliato da Leonello e da Borso.

Quando le truppe venete, nel 1482, entrarono attraverso le mura del Barco (ultimo baluardo a difesa della città) si insediarono a Belfiore e alla Certosa. La guerra con Venezia continuò fino al 1509 quando il Duca Alfonso I, dopo la vittoria, cacciò l’ultimo visdomino veneziano (il cui nome pare fosse Doro) rimasto nel toponimo dell’agglomerato urbano detto appunto “il Doro”.

La lince dalla vista acuta, emblema della Contrada, sui colori rosso e blu, risale al Marchese Niccolò III primo vero principe Estense, il quale nel 1441 ebbe dal Duca di Milano, Filippo Maria Visconti, il protettorato degli Stati Viscontei. Era intenzione di Niccolò, creare una confederazione di Stati dalla Lombardia alla Garfagnana, ma venne avvelenato e, morendo, lasciò il suo emblema al colto figlio Leonello che, in onore del padre, la bendò. La lince bendata è raffigurata in una medaglia del Pisanello, celebre artista che lavorò alla Corte Estense.

Martedì sera su Telestense, alle 21.30, torna “Tutti i colori del Palio, Ferrara la città teatro”, con la puntata dedicata alla “Lince bendata”

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