Pandemia fase 3: piano antiCovid della Sanità ferrarese comunicato ai Sindaci

Innovazione digitale come strumento di massima trasparenza fra Aziende sanitarie, sindaci e cittadini, nuovi investimenti in strutture e personale per affrontare la fase 3 della pandemia.Diretta streaming, oggi pomeriggio della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della provincia di Ferrara, presieduta dal sindaco e presidente Provincia Alan Fabbri per la presentazione del piano adottato dalle due aziende sanitarie ferraresi per contrastare l’epidemia da Covid 19, entrata anche a Ferrara nella fase 3.

In apertura la comunicazione del dottor Franco Romagnoni sui rimborsi alle residenze sanitarie e Cra per i dispositivi di protezione anticovid,  l’annuncio della Dottoressa Calamai del nuovo Direttore Sanitario Ausl e una sintesi da parte di Alan Fabbri della nuova ordinanza regionale che dovrebbe evitare il passaggio dell’Emilia Romagna alla zona arancione.

La direttrice generale Monica Calamai ha presentato un resoconto dettagliato del piano messo in cantiere dall’Azienda Usl di Ferrara,  in accordo con l’azienda ospedaliero universitaria Sant’Anna e le strutture sanitarie di  Area Vasta, Bologna e Imola, per contrastare l’epidemia da Covid 19. Si tratta di un piano, che tiene conto  dell’aumento  verificatosi in queste settimane della curva dei contagi anche a  Ferrara.  Per la direttrice Generale, Monica Calamai, che ha illustrato il crescente impegno dell’azienda nell’attività di controllo del contagio attraverso il numero in rapido aumento dei tamponi, saranno gli strumenti dell’innovazione digitale a dare una svolta radicale sia alla comunicazione quotidiana del contagio ai Sindaci e ai cittadini, sia al monitoraggio dell’evoluzione dell’epidemia, anche attraverso un cruscotto  elettronico in continuo aggiornamento quotidiano.

Uno strumento informatico che permetterà di conoscere i dati in tempo reale: numero di tamponi,  tempi di processazione, contagi, sintomatici, asintomatici, guariti, ricoveri, malati in isolamento domiciliare, decessi, georeferenziazione dei positivi, nel rispetto della privacy e un quadro epidemiologico completo di età e  sintomi della patologia. Dalla tecnologia digitale anche il potenziamento della telemedicina che affiancherà le case della Salute e le Usca nei servizi di base per assicurare la continuità assistenziale dei cittadini, con il coinvolgimento delle strutture private accreditate, in concomitanza con la progressiva apertura di reparti Covid e la dotazione di  posti letto nelle terapie semintensive e intensive nelle strutture ospedaliere del Delta e di Cento

Continuità assistenziale e sicurezza dell’ospedale  gli obiettivi al primo posto della strategia del Sant’Anna, di cui la dottoresa Paola Bardasi ha sottolineato l’autonomia acquisita in fatto di  processazione di tamponi provenienti da tutta la provincia con una tempistica record di 24 ore, e la sicurezza della struttura ospedaliera testimoniata dal  basso indice di contagi , il più basso della Regione, del personale sanitario.

Il Sant’Anna non chiuderà nessuna delle attività di cura, né le attività di chirurgia, che saranno ridotte, ma si serviranno del supporto delle strutture private accreditate cittadine  per interventi di chirurgia minore. Qui accanto al personale del privato si recheranno le equipe chirurgiche del Sant’anna, secondo un modello adottato da diversi policlinici regionali.

Quindi Paola Bardasi ha elencato gli importanti investimenti in fatto di beni strumentali e assunzione di personale, fatto durante l’estate,  che permetterà all’ospedale, non solo di affrontare l’attuale scenario ormai entrato in fase tre, ma anche, nella peggiore delle eventualità, uno scenario peggiorativo.

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