Paolo Franceschini da Israele a Mirabello per parlare di Himalaya

Tra il 10 e l’11 luglio Paolo Franceschini ha pedalato sulle rive del Mar Morto. Con lui Daniele Sala, Giacomo Galliani, Stefano Marrini e Raz Malchi. Al motto di “Sì, si può fare”, Paolo ha portato in sella la sua comicità fino alla capitale israeliana e al suo ritorno, il 19 luglio, continuerà a raccontare del suo programma “DAI, Dove Arrivo Io” con l’incontro motivazionale a Mirabello.

La sua ultima avventura, lo ha visto percorrere, in sella all’ormai inseparabile bici, un tragitto lungo 250km da Ein Gadi a Tel Aviv (in Israele), dove la difficoltà non è stata tanto la distanza – e, comunque, parliamone – ma la temperatura, a dir poco rovente in questo periodo dell’anno.

Molto impegnativo, in particolare, è stato raggiungere uno dei picchi desertici della regione, chiamato “La salita dello scorpione”, che già dal nome non promette bene. «Uno dei modi più vicini a provare la sensazione di morire – afferma Paolo – visti i 45 gradi esterni e l’elevata pendenza della salita». Altro momento intenso, ma sicuramente meno faticoso, il bagno nel Mar Morto che, grazie all’elevata salinità, garantisce di galleggiare molto facilmente: «Incredibile – racconta Franceschini –, ti lasci andare e non vai giù».

Una volta giunto nella capitale israeliana, il gruppo è stato accolto da alcuni rappresentanti dell’ambasciata italiana e da un imprenditore italiano che ha aperto qualche anno fa la gelateria Arte Glideria e che in occasione dell’arrivo di Paolo ha preparato un cartello con l’immancabile slogan “Forza Spal!”. Franceschini ha poi allestito uno show “un po’ spartano” durante il quale ha intrattenuto i passanti, raccontando – in inglese naturalmente – le sue avventure. Piccolo imprevisto prima del ritorno: il furgone, con il quale la combricola effettuava i suoi spostamenti, è stato scassinato e completamente vuotato. L’intervento tempestivo della polizia israeliana, estremamente presente, ha identificato il ladro – con tanto di presa di impronte digitali sul furgone – e restituito la refurtiva ai legittimi proprietari che hanno poi fatto ritorno in Italia, dopo aver superato i rigidissimi controlli all’aeroporto di Tel Aviv (due bici, dotate di cambio elettronico, non hanno superato il metal detector e sono state trattenute).

Il percorso segna l’inizio di una nuova sfida che, al suono di “SÌ, si può fare”, è nata sulla scia della precedente competizione affrontata in Himalaya e del progetto motivazionale Dai – Dove Arrivo, che intanto, prosegue il tour con la prossima tappa di giovedì 19 luglio a Mirabello, alle ore 21,00 presso Villa Sessa Aldrovandi, in Corso Italia 523. Attraverso un dialogo comico, Franceschini parlerà della prima gara di ciclismo della sua vita…Non una gara qualunque, ma L’Himalayan Highest MTB Race, la gara a tappe più alta del mondo!

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